Un vero e proprio atto di sfiducia politica quello compiuto dell’assemblea del Cumo – Consorzio universitario mediterraneo orientale con sede a Noto – nei confronti del presidente, Corrado Bonfanti, nominato nei mesi scorsi dal Governo Schifani, nell’ambito del valzer delle assegnazioni, su scala regionale, dei cosiddetti enti di Sottogoverno. I soci, tra cui i Comuni di Noto, Avola, Portopalo, Rosolini e Pachino, il Cenacolo domenicano di Solarino e la Banca del credito cooperativo di Pachino, hanno bocciato l’indicazione di Bonfanti, coordinatore provinciale di Forza Italia, braccio destro del deputato regionale forzista, Riccardo Gennuso.
Lo scontro politico
Nella filigrana politica si scorgono altri aspetti, a cominciare dal fatto che tra i rivoltosi ci sono i sindaci di Avola, Rossana Cannata, e di Portopalo, Rachele Rocca, esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia, partito con cui Forza Italia è in conflitto, almeno nella zona sud, specialmente ad Avola, il quartier generale del deputato nazionale, Luca Cannata, ancora scottato per la vicende delle collette, finita poi in un’inchiesta della Procura di Siracusa, su cui Forza Italia ha soffiato parecchio, con le denunce dell’attuale coordinatore cittadino, Antonio Orlando e dell’ex presidente del Consiglio di Avola, Fabio Iacono.
Cosa è il Cumo
Il Cumo di Noto è polo universitario situato nel cuore della città barocca: si trova presso il Palazzo della Cultura “Carlo Giavanti”, un ex convento francescano (Santa Maria di Gesù) ricostruito dopo il terremoto del 1693. È un consorzio senza fini di lucro che promuove l’istruzione superiore e la ricerca applicata nella zona sud-orientale della Sicilia. Collabora con l’Università di Messina per offrire corsi di laurea in ambiti come Scienze dell’Educazione, Psicologia, Scienze Gastronomiche e DAMS. Recentemente è stata annunciata l’acquisizione di un immobile in via Cavour per realizzare una Casa dello Studente da 34 posti.
BlogSicilia ha intervistato il presidente del Cumo.
Senta, che accade adesso?
L’assemblea non può entrare nel merito della nomina del presidente del Cda da parte della Regione. E’ un atteggiamento ostruzionistico da parte di chi vuole fare pagare certi conti mettendo in difficoltà un consorzio universitario dove studiano tanti ragazzi. Sotto l’aspetto delle funzioni, della legittimità delle funzioni io mantengo la mia carica di presidente, a maggior ragione dopo la deliberazione di ieri: i decreti prevedono che il Governo regionale faccia la nomina e che l’assemblea ne prenda atto. Quanto accaduto ieri non ha alcun valore anche perché se avessero voluto produrre delle contestazioni avrebbero dovuto muoverle entro 60 giorni dal decreto di nomina. Mi sembra che vivano nel paese dei balocchi e francamente chi riveste cariche istituzionali dovrebbe avere senso di responsabilità.
Come se lo spiega questo atto di sfiducia?
L’assemblea si sarebbe potuta riunire molto prima ma il sindaco di Noto ha fatto di tutto per allungare il brodo ma alla fine si tratta di una presa d’atto e non di un voto questo voglio sottolinearlo ancora. Hanno solo prodotto un aborto senza alcun senso sotto l’aspetto giuridico e dei contenuti ma solo una manifestazione di dissenso nei miei confronti, voluto effettivamente da due soggetti principali: il sindaco del comune di Noto (Corrado Figura) e l’onorevole Luca Cannata, con la collaborazione della sorella, sindaco del comune di Avola e di Rachele Rocca, sindaco di Portopalo.
Chi sono gli altri soci?
A parte i Comuni di Pachino e Rosolini, il Cenacolo domenicano di Solarino la Banca di credito cooperativo di Pachino
E perché hanno deciso di seguire questa linea?
Il resto dei soci evidentemente si è adeguato, accettando ciò che è stato propinato ed accettato a scatola chiusa
Ed ora, che farà la Regione?
L’assessore ha solo una strada da percorrere quella di mettere questi signori nelle condizioni di rivedere la loro posizione. Ma c’è un aspetto che non hanno considerato.
Quale?
L’assessore potrà valutare di togliere il contributo e revocare la convenzione con l’Università. Così non resterà altro che organizzare delle sagre di paese con la conseguenza che gli studenti se ne andranno a Messina. Se questi sindaci della zona sud stanno costringendo l’assessore a compiere un passo del genere, vedremo che quale strategia adotteranno per i loro territori. Sicuramente non sono adeguati per via della loro spregiudicatezza.
La ritiene una ritorsione politica?
Ma non lo so. Io sono una persona seria e continuerò ad essere il presidente del Consorzio universitario ma voglio precisare che sotto questa veste io rappresento il presidente della Regione, Renato Schifani, ed è un atto contro di lui.






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