• Duro affondo del coordinatore provinciale del Mpa Mario Bonomo nei confronti del  sindaco
  • Secondo l’ex parlamentare regionale l’amministrazione è stata carente su turismo e servizi
  • Critica anche sull’opposizione che non è organica e compatta

“Siamo in un vero inverno democratico, in quanto l’organo eletto dai cittadini, che funge da stimolo e da controllo dell’amministrazione, è decaduto per un suicidio ma va detto che il sindaco di Siracusa non ha un progetto di sviluppo”.

Lo afferma Mario Bonono, ex deputato regionale ed attuale coordinatore provinciale del nuovo Movimento per le autonomie, che interviene sull’assenza del Consiglio comunale, sciolto dal novembre del 2019 a causa della mancata approvazione del rendiconto e sulle scelte dell’amministrazione.

Uno dei suoi movimenti, Amo Siracusa, che alle elezioni del 2018 sosteneva il candidato di Centrodestra è poi entrato in giunta con l’attuale sindaco. Come se lo spiega?

Manifestai subito la mia contrarietà, infatti sono uscito da Amo Siracusa.  Dissi di parlare di programmi prima che di poltrone ma questo mio suggerimento non fu preso in considerazione. Inoltre, il gruppo di Amo Siracusa può decidere ben poco sulle scelte dell’amministrazione.

Passiamo alle scelte di questa amministrazione. Il sindaco, nella conferenza di fine anno, ha detto che le corsie ciclabili sono state tra gli obiettivi più importanti della sua giunta. Che valutazione ne dà?

Avevo suggerito di approfittare del lockdown per cambiare la mobilità ma questo si può fare solo se si hanno a disposizione tutti gli strumenti. Ad esempio, l’Ast che svolge un servizio puntuale, lo sfruttamento dei bus navetta, l’uso dei parcheggi scambiatori: a quel punto le corsie ciclabili hanno senso ma in questo modo si ha una mobilità monca. Peraltro, il sindaco non ha aiutato l’assessore Fontana, ha lasciato che operasse da sola.

Questa amministrazione è al governo della città da 8 anni, del resto in questa giunta ci sono due figure apicali: il sindaco, che è stato vice di Giancarlo Garozzo, e l’attuale vicesindaco, Pierpaolo Coppa, esponente di spicco del precedente primo cittadino. E la città non hai mai svoltato.

Lei dice che questa amministrazione non ha un piano, un progetto. Vuole essere più preciso?

Prendiamo il turismo.  L’ex sindaco Garozzo, di cui Italia è stato vicesindaco ed assessore, dichiarò che Siracusa era una delle città low cost più ambite. Una scelta in controtendenza rispetto alla vocazione di Siracusa di attirare un turismo medio alto, che, negli anni precedenti, aveva dato prestigio e soprattutto portato risorse. Ricordo che il turismo, ad Ortigia in particolare, prese quota con Ortigia festival, una rassegna culturale di respiro internazionale, capace di attirare non solo artisti straordinari ma anche un pubblico di livello, proveniente da ogni parte del mondo e con soldi. Tutto questo turismo ricco si è trasferito a Noto, a Scicli, a Ragusa Ibla e ci è rimasto un turismo mordi e fuggi, voluto da queste ultime due amministrazioni.

Quale è, a suo avviso, lo stato di salute degli altri settori a Siracusa?

In pochi anni, abbiamo perso il macello ed il mercato ittico nel silenzio generale e trasformato il mercato ortofrutticolo in una bottega. Se togli alla zootecnia, pesca ed agricoltura la possibilità di commercializzare in maniera importante, a vantaggio di Catania, hai azzoppato il territorio. E se una amministrazione non ha una visione o un piano di sviluppo è perdente.

Il settore industriale resta sempre trainante per l’economia locale, a seguito della vicinanza del Polo petrolchimico.

Il sindaco di Siracusa non ha mai espresso una parola sull’attività industriale, non c’è stato mai un confronto con le deputazioni nazionali e regionali. Se non ci inseriamo nel sistema delle bonifiche e della riconversione industriale, siamo spacciati. Questo è bene che il sindaco lo sappia. Il timore che dal Recovery Fund non arrivi nemmeno un euro è fondato e la colpa è della politica.

Ma l’opposizione, al netto dell’assenza del Consiglio comunale,  sembra silente. Non è di questo avviso?

L’opposizione è scollegata ed ho chiesto a tutte le componenti di ripartire dall’esperienza della candidatura a sindaco di Ezechia Paolo Reale.  Occorre tramutare quell’iniziativa elettorale in forza di coalizione. Serve uno sforzo da parte di tutti, sono lieto che a Forza Italia abbia recuperato un moderato come Bruno Alicata. Non c’è una riunione, io come esponente del Movimento per le autonomie non sono stato mai invitato. Ho chiesto di incontrarci ma senza risultati.

 

 

 

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