• Fermata dai carabinieri una gara clandestina di cavalli
  • La competizione si è tenuta sulla Maremonti, nel Siracusano
  • Sono state denunciate 4 persone, eseguiti due sequestri
  • Avviati i controlli antidoping sui cavalli

I carabinieri della Compagnia di Noto hanno fermato una corsa clandestina di cavalli organizzata sulla Maremonti, tra Canicattini Bagni e Palazzolo, la strada che collega Siracusa con i Comuni della zona montana. Quando i militari sono arrivati sul tratto di gara c’erano tanti giovani, tra cui in scooter, altri, invece, erano a bordo di auto.

La gara sulla Maremonti

Secondo quanto emerso nella versione delle forze dell’ordine, al comando del capitano Federica Lanzara, la competizione tra i calessini, avvenuta nelle prime ore del mattino di ieri, è stata piuttosto pericolosa, in quanto la “carovana” aveva praticamente occupato l’intera carreggiata. Per fortuna, non si sono registrati incidenti, poi l’arrivo dei carabinieri  del Nucleo operativo e radiomobile di Noto, delle stazioni di Testa dell’Acqua e di Canicattini Bagni, che hanno interrotto la corsa clandestina.

Denunce per maltrattamenti

Nel corso del servizio, i militari hanno denunciato per maltrattamento di animali e competizione non autorizzata quattro persone e sequestrato un cavallo e un calesse, utilizzati per l’evento. L’animale, risultato sprovvisto del microchip di identificazione, è stato affidato ai veterinari dell’Asp per verificare l’eventuale somministrazione di sostanze dopanti.

Il giro di affari

“Il fenomeno delle gare clandestine di cavalli è spesso accompagnato dalle scommesse in denaro, in altre occasioni, anche di alcune migliaia di euro” fanno sapere dal comando provinciale di Siracusa.

Il tam tam sui social

Non è certo la prima volta che la Maremonti ospita una competizione clandestina di cavalli, del resto le sue caratteristiche, una strada molto lunga, praticamente in linea retta, si prestano a gare di questo tipo. Come ormai spesso accade, gli organizzatori promuovono l’evento attraverso i social network, spesso capita che le forze dell’ordine vengono a conoscenza di queste competizioni, spulciando tra i profili di persone che vivono di questo fenomeno.