La Regione siciliana si schiera a sostegno del piano di riconversione industriale di Eni Versalis, illustrato ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Si tratta di un programma di investimenti superiore ai 2 miliardi di euro destinato ai principali siti produttivi italiani e che assegna un ruolo strategico alla Sicilia, con gli stabilimenti di Priolo e Ragusa destinati a diventare punti di riferimento della nuova politica industriale del gruppo.
Per il governo regionale, il progetto rappresenta un’occasione per affrontare la crisi della chimica tradizionale trasformandola in una prospettiva di sviluppo fondata su innovazione, sostenibilità e tutela del lavoro.
Tamajo: “Una sfida che può diventare un’opportunità”
A ribadire la posizione dell’esecutivo è stato l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, che ha espresso pieno sostegno al piano industriale.
“La Regione Siciliana sostiene con convinzione il piano di riconversione di Eni Versalis dei siti industriali siciliani, una sfida che vogliamo trasformare in una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio, perché coniuga tutela dell’occupazione, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e nuove prospettive di crescita”, ha dichiarato.
L’assessore ha evidenziato come la riconversione non rappresenti soltanto una risposta alle difficoltà della chimica di base europea, ma anche un’opportunità per costruire nuove filiere produttive e rafforzare la competitività dell’Isola.
Biocarburanti e agricoltura: la nuova filiera siciliana
Tra gli elementi più significativi del progetto c’è la nascita di una filiera agroenergetica regionale, destinata a collegare il mondo agricolo con quello della produzione di biocarburanti. Tamajo guarda a questa prospettiva come a un volano per l’economia siciliana.
“Sosteniamo in particolare la costruzione di una filiera agroenergetica siciliana che potrà generare valore per il comparto agricolo, rafforzare il sistema produttivo regionale e contribuire alla produzione di biocarburanti sempre più sostenibili destinati ai trasporti su strada, marittimi e aerei, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e di contrasto ai cambiamenti climatici. Il nostro obiettivo è accompagnare la trasformazione industriale della Sicilia, rendendola protagonista della transizione energetica e dell’economia circolare”.
La stessa Versalis ha spiegato che il piano nasce dalla necessità di superare la crisi strutturale della chimica di base europea, puntando su produzioni innovative e ad alto valore aggiunto.
I cantieri già aperti a Priolo e Ragusa
Il percorso di riconversione è già entrato nella fase operativa. A Priolo sono iniziate le demolizioni degli impianti non più utilizzati e sono partiti i lavori preparatori della futura bioraffineria, il cui completamento è previsto entro il 2028.
A Ragusa, invece, è già attivo il polo dedicato alle start-up innovative, mentre sono stati avviati i tavoli per costruire la filiera agroenergetica che alimenterà le bioraffinerie siciliane.
Sempre entro il 2028 il piano prevede anche l’avvio del Centro sperimentale per il riciclo meccanico delle plastiche, tassello che completa una strategia con cui Regione ed Eni puntano a fare della Sicilia uno dei laboratori italiani della transizione energetica e dell’economia circolare.






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