Restano ancora a bordo i migranti sul pattugliatore Gregoretti della Guardia costiera, ormeggiato da sabato notte al pontile Nato della Marina militare nella rada di Augusta. Il pattugliatore ospita i 132 migranti che sarebbero salpati dalla Libia il 25 luglio scorso a bordo di alcuni gommoni. I migranti a bordo sono stati rifocillati e la situazione sanitaria è monitorata dal medico del Cisom, imbarcato sul pattugliatore. A mare e sulle banchine solo personale della Guardia costiera per la vigilanza. Salvati dalle autorità maltesi e trasbordati sulla Gregoretti, prima è approdata a Catania, dove è stata fatta scendere un donna all’ottavo mese di gravidanza, il pattugliatore ha successivamente fatto rotta verso Augusta.

La nave militare italiana Gregoretti è così ferma aspettando l’indicazione del porto sicuro da parte di Salvini. Per la Gregoretti sarà il procuratore Carmelo Zuccaro a decidere come muoversi, nel caso avvenga lì lo sbarco. Intanto il braccio di ferro dura già da diversi giorni con la conseguenza di tenere “in ostaggio” non solo i migranti soccorsi, ma anche l’equipaggio della Guardia costiera. Con una nota la Capitaneria fa sapere che gli immigrati “a bordo sono assistiti dall’equipaggio e dal team medico in attesa, come confermato dal ministero dell’Interno, delle determinazioni politiche e del riscontro positivo dell’Unione Europea sulla ricollocazione dei naufraghi soccorsi”.

Lo stallo della nave Gregoretti davanti al porto di Augusta sta intanto generando un’aspra polemica.  “La Gregoretti ha ormeggiato stanotte al porto di Augusta, come è normale che sia per una nave militare. Ora la Ue risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il Continente”, ha chiarito con una nota  il ministro del Trasporti, Danilo Toninelli. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, che si schiera con la Guardia costiera: “Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza al comandante, all’equipaggio di nave della Gregoretti e al personale delle Capitanerie impegnati nonostante tutto a compiere con onore il loro dovere di marinai per la tutela della vita in mare”. Ieri anche il Papa ha parlato degli immigrati a bordo della Gregoretti. Dopo l’Angelus domenicale ha lanciato ”un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con prontezza e decisione, per evitare il ripetersi di simili tragedie e garantire la sicurezza e la dignità di tutti Vi invito -a pregare insieme a me per le vittime e per le loro famiglie”.