Due incendi sono scoppiati a Siracusa nello spazio di poche ore l’uno dall’altro. Sebbene le indagini degli agenti di polizia siano in corso, soprattutto per risalire alle cause dei roghi, l’ipotesi del dolo è molto concreta. Potrebbe trattarsi, dunque, dell’ennesimo avvertimento, del resto di intimidazioni con queste modalità nel Siracusano è ormai storia.

Il primo incendio si è verificato in via Filisto, nella zona nord della città, e ad andare in fiamme è stata una Toyota: le fiamme si sono originate nella parte anteriore del mezzo. Non si esclude un corto circuito all’impianto elettrico ma, come spesso è capitato, gli attentatori, per “mimetizzarsi” usano una tecnica, quella di innescare un piccolo focolaio in prossimità di una delle gomme anteriori. A quel punto, il gioco è fatto, perché il rogo si alimenta fino a divorare tutto. Sono stati i vigili del fuoco, avvertiti da alcune chiamate alla sala operativa del comando provinciale, a spegnere il rogo.

L’altro episodio è avvenuto questa notte, intorno all’1,3o in via Nizza, nel centro storico di Ortigia,  nella zona in cui nelle settimane scorse i pompieri sono intervenuti per sgomberare alcune famiglia da una palazzina pericolante. Le fiamme hanno danneggiato una macchina, una Mercedes, ed anche in questo caso sono intervenuti i pompieri che hanno avviato i sopralluoghi per svelare la matrice del focolaio.

Su entrambi gli incendi sono al lavoro gli agenti di polizia, che stanno scandagliando la vita dei proprietari delle due macchine. Occorrerà verificare se, di recente, hanno subito minacce oppure hanno avuto dei litigi con qualcuno, tali da scatenare una reazione così violenta. L’altro passaggio che gli inquirenti faranno sarà quello sulle attività professionali delle vittime ma ci vorrà del tempo, inoltre ci penseranno i filmati delle telecamere di sicurezza delle zona in cui sono scoppiati gli incendi a dare una mano al personale della Squadra mobile che, sulla scrivania, ha numerosi fascicoli sulle intimidazioni con il fuoco.