È l’impero del boss Albergo Waldker, meglio conosciuto come Rino. Una fortuna, accumulata, secondo la Guardia di Finanza, grazie agli affari malavitosi legati ad ambienti mafiosi. I finanziari di Catania hanno sequestrato beni per 4 milioni di euro al 57enne, ritenuto un esponente di spicco del clan siracusano Trigila dell’omonimo boss Antonino Trigila.

Il provvedimento è del Tribunale di Catania su richiesta della Dda etnea. Le Fiamme Gialle hanno spiegato che Albergo Waldker “forte della sua indiscussa, storica caratura criminale e della capacità intimidatoria derivante dalla sua appartenenza al cartello mafioso “Nardo-Aparo-Trigila”, a partire dagli anni Duemila, acquisisce attività di ristorazione e bar al centro di Noto, la “capitale del Barocco”.

In tutto le Fiamme Giallle hanno sequestrato 2 terreni, 9 fabbricati, tra i quali una villa residenziale costituita da più unità immobiliari suddivise tra i figli di Rino Albergo, ammodernata e rifinita, situata a Noto contrada Fiumara, 40 rapporti bancari, 5 autovetture, 3 motoveicoli e sei imprese tra bar, pub, ristoranti.

La carriera mafiosa del 57enne inizia egli anni 90 e la prima condanna per associazione mafiosa, è stata confermata da una sentenza della Corte d’Appello di Catania nel 1994. Rino è finito poi sotto processo nell’inchiesta “Nemesi” per fatti commessi nel 1993. Nel 2006 Albergo Waldker è stato condannato per la sua appartenenza all’associazione mafiosa maturando così una detenzione quasi continuativa tra il 1991 e il 2016.

La Guardia di Finanza ha scoperto una forte sperequazione tra i redditi dichiarati dalla famiglia di Rino e il patrimonio mantenuto. Tre le aziende sequestrate spuntano il pub “Loco”, i bar “Quelli del Chiosco”, il ristorante “La Cattedrale”, la pizzeria “Il Pinguino”. Tutte attività situate nella città del Barocco.