Ci risiamo: mancano medici nel Siracusano e così un ospedale, il Di Maria di Avola, entra in piena emergenza. A soffrire è il reparto di Ostetricia e Ginecologia e così, in una lettera inviata un paio di giorni fa alla direzione dell’Asp di Siracusa, il direttore del Dipartimento materno infantile, Antonino Bucolo, chiede di “sopprimere temporaneamente l’attività ostetrica presso l’Uoc di Ostetricia e Ginecologia di Avola onde scongiurare la stessa attività assistenziale per i piccoli neonati”, in quanto è impossibile, secondo quanto spiega lo stesso dirigente, “la regolare copertura dei turni di guardia e reperibilità con unità mediche della disciplina pediatrica/neonatologica”. Naturalmente, in attesa “di reperire personale” che consentirebbe al reparto dell’ospedale di Avola di tornare a lavorare a pieno regime e senza intoppi.

Le emergenze a Siracusa

Il direttore del Dmi precisa, però, che nei casi di “emergenza urgenza” la soluzione da adottare sarebbe di “differire l’attività presso l’Uoc di Ginecologia ed Ostetrica di Siracusa in comune accordo con i vertici aziendali proprio per scongiurare eventi infausti con riscontri medico legali”.

Le soluzioni in campo

A quanto pare, i vertici dell’Asp di Siracusa, che hanno ricevuto la nota il 12 gennaio, starebbero studiando delle soluzioni per scongiurare la paralisi ma secondo quanto riferisce il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, si starebbe pensando di attingere dall’ospedale di Lentini.

Gennuso: “Non penalizzare Lentini”

“Fermo restando la tutela della salute per tutti i cittadini della provincia di Siracusa – riferisce Gennuso a BlogSicilia – non si può pensare di sacrificare un territorio, come Lentini, per privilegiarne un altro. Occorre che si reclutino altri medici in modo da consentire un’assistenza equilibrata”.

Assistenza sanitaria, Gimbe boccia la Sicilia

Ed a proposito di assistenza, la Fondazione Gimbe ha evidenziato come la Sicilia, con un punteggio di 173 nel Livelli essenziali di assistenza, si trova al penultimo posto davanti alla Valle d’Aosta. Nettamente al di sotto della media nazionale. Questa analisi dimostra, ancora una volta, l’inadempienza cronica della regione siciliana e divari inaccettabili che penalizzano i cittadini nel diritto alla salute”. Lo afferma Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “I dati Gimbe sono un altro campanello d’allarme, la nostra isola non può più permettersi di essere fanalino di coda nella tutela della salute pubblica. Non c’è solo l’emergenza nei pronto soccorso, chiediamo da troppo tempo al Governo regionale interventi urgenti per colmare i gap in prevenzione, assistenza territoriale e ospedaliera con risorse adeguate e assunzioni di personale sanitario”.