Il presidente della Regione Renato Schifani scende in campo sulla crisi ambientale a Priolo per via dei miasmi, provenienti dal Petrolchimico, che da una decina di giorni stanno creando disagi alla popolazione: mal di testa e vomito per l’aria irrespirabile.

“Seguo personalmente e con grande attenzione quanto sta accadendo”, scrive Schifani, che annuncia di essere in contatto costante con il direttore dell’Arpa Sicilia, Vincenzo Infantino, presente sul territorio “da giorni” per condurre le verifiche tecniche e valutare i profili di rischio per la salute dei cittadini.

Attesa per la relazione dell’Arpa

Sul fronte dei controlli, entro la serata di oggi il presidente della Regione attende dall’Arpa una relazione completa sulle attività svolte e sui risultati dei monitoraggi. Un documento che fotograferà lo stato dell’aria nell’area industriale dopo le settimane di odori nauseabondi che hanno spinto decine di donne e madri priolesi in piazza, sotto il sole, con cartelli che recitavano “Adesso basta”.

Il vertice in Prefettura

Il passaggio più atteso è però quello di domani: in Prefettura a Siracusa si terrà una riunione con tutte le autorità competenti per definire “le misure da adottare nell’immediato”. Un tavolo istituzionale che riunirà, presumibilmente, Regione, Prefettura, Comuni interessati e gli enti tecnici di controllo. Un confronto che arriva dopo la provocazione del sindaco di Priolo, Pippo Gianni, che aveva alzato la voce fino a evocare la chiusura degli impianti, e dopo che la vicenda aveva rimbalzato fino al Ministero dell’Ambiente e alla Procura della Repubblica.

L’emergenza ambientale

Schifani chiude con un passaggio che guarda direttamente ai residenti: “I cittadini che da anni convivono con questo carico ambientale meritano risposte concrete e tempestive”. Una frase che riconosce implicitamente la cronicità del problema ed il vertice in Prefettura dirà se seguiranno atti concreti.