“Come è stato possibile non capire la situazione di Rizzuto, non disporre subito una lastra o una Tac invece di farla il 12 marzo che ha poi confermato quei sintomi? C’è stata molta presunzione”. Torna a parlare il deputato all’Ars Nello Dipasquale, la cui denuncia sui presunti ritardi sui risultati dei tamponi e sul ricovero di Calogero Rizzuto, il direttore del Parco archeologico di Siracusa, deceduto all’ospedale Umberto I dopo essere stato affetto da coronavirus,  ha determinato l’apertura di un’inchiesta della Procura di Siracusa per il momento a carico di ignoti e senza ipotesi di reato.

Il parlamentare, amico della famiglia della vittima, nel corso di un intervento in una radio siracusana, Fm Italia, ha ripercorso l’odissea di Rizzuto dal 9 marzo quando Rizzuto, residente a Rosolini, accompagnato dalla moglie, su indicazione del medico di famiglia, è andato a fare il tampone poiché affetto da febbre e tosse da una settimana. Da allora fino al 12 marzo, giorno del ricovero in ospedale, secondo quanto svelato da Dipasquale, nonostante il paziente continuasse a stare male, non avrebbe avuto risposte immediate, tirando in ballo la direzione dell’Asp di Siracusa. “L’11 marzo fortemente preoccupato, scrivo al dottor Ficarra (direttore generale dell’Asp di Siracusa) ribadendo – scrive nella lettera Dipasquale – che non possiamo ancora aspettare l’esito del tampone perché Rizzuto si aggrava di ora in ora, nella mattinata viene contattata dall’Asp di Siracusa la moglie per rifare il tampone”.

Dipasquale, dopo la sua denuncia, conta nel lavoro della magistratura. “Questa vicenda – ha detto il parlamentare regionale Nello Dipasquale – non può finire così. Innanzitutto, la questione dei tamponi. Non si possono attendere 4 giorni per avere l’esito perché in questo modo non si riesce a comprendere la portata dei contatti che ha avuto il paziente. Il che è abbastanza grave così come è grave non aver capito quanto Rizzuto stesse male soprattutto quando si opera nella sanità”. Un attacco durissimo quello di Nello Dipasquale che prosegue e lancia un monito. “Ognuno di noi deve dare il massimo per sconfiggere il coronavirus – spiega il deputato all’Ars – dai medici che sono in prima linea  fino a coloro che hanno responsabilità organizzative che devono dare indirizzi anche se possibilmente non hanno competenze“.

“E’ certo prerogativa degli organi di controllo – spiega l’associazione Lealtà e condivisione di Siracusa –  accertare in maniera tempestiva ed esauriente eventuali profili di responsabilità, per fornire le giuste risposte alla famiglia ed alla comunità; ma è nell’interesse stesso delle autorità sanitarie far sì che le prevedibili polemiche che ne scaturiranno non incrinino la fiducia che i cittadini, pur in comprensibile apprensione per la diffusione del contagio, ripongono nell’opera infaticabile e generosa di cui danno prova quotidianamente medici e personale sanitario, chiamati ad operare, spesso, in condizioni di estrema difficoltà”

Sulla scomparsa di Rizzuto continuano le testimonianze di cordoglio. “Per molti membri della associazione Calogero Rizzuto non era solo un insostituibile interlocutore culturale, era un amico altrettanto insostituibile. Ci stringiamo intorno ai familiari e alla città tutta di Siracusa, consapevoli che con Rizzuto scompare uno straordinario protagonista della cultura aretusea e della Sicilia tutta” spiega Fulvia Toscano, portavoce Associazione Art.9.