Corrado Bonfanti torna. E questa volta si presenta con un abito più elegante rispetto alle ultime uscite: quello di Segretario provinciale di Forza Italia e di presidente contestato ma inamovibile del Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale. Due titoli che pesano, in una città dove la politica si misura anche a colpi di curriculum.

La riunione della segreteria cittadina di Forza Italia a Noto ha sciolto ogni dubbio: l’ex sindaco, due mandati consecutivi, dal 2011 al 2021, è il candidato del partito alle amministrative del 2027. È il terzo tentativo di tornare a Palazzo Ducezio, stavolta però con la macchina del partito ben oliata alle spalle: la senatrice Daniela Ternullo e l’onorevole Riccardo Gennuso , nomi che non si spendono per niente a Noto, hanno messo il sigillo sull’operazione.

L’asso nella manica: Ferrero, il re del turismo

Ma il colpo più significativo non è istituzionale, è politico. Seduto al tavolo della riunione c’era anche Giovanni Ferrero: imprenditore, patron dell’Hotel Porta Reale nel cuore del barocco netino, amministratore delegato della Nuova Elettromeccanica Sud, consigliere comunale dal 2021. E, soprattutto, fino a pochi mesi fa uomo vicino all’orbita del sindaco in carica Corrado Figura, nelle cui giunte aveva ricoperto il ruolo di assessore.

La sua adesione a Forza Italia, ufficializzata a febbraio scorso con la benedizione del presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri, è uno schiaffo politico che ancora brucia. Strappare Ferrero al campo avversario vale più di mille comizi: porta consenso imprenditoriale, radicamento nel tessuto turistico e, non è dettaglio da poco, un messaggio politico chiaro sulla tenuta dell’attuale amministrazione.

Il duello con Figura: due Corrado, una città

Tutto ruota attorno a questo: il duello tra Bonfanti e Corrado Figura, sindaco uscente che punta al secondo mandato. Uno scontro che ha smesso da tempo di essere solo politico, trasformandosi in una rivalità personale capace di avvelenare ogni atto amministrativo rilevante.

Il caso Cumo

Il caso più recente, e più emblematico, è quello del CUMO. Il Governo Schifani, nell’ambito del consueto valzer delle nomine negli enti di sottogoverno, ha designato Bonfanti alla presidenza del Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale, con sede proprio a Noto.

Una nomina che però ha trovato un muro: l’assemblea dei soci – Comuni di Noto, Avola, Portopalo, Rosolini e Pachino, il Cenacolo domenicano di Solarino e la Banca di Credito Cooperativo di Pachino – ha bocciato l’indicazione, in un voto che sa più di atto politico che di valutazione amministrativa. Il paradosso è che la nomina resta comunque in piedi: solo la Regione può revocarla, e per ora non lo fa. Bonfanti siede quindi sulla poltrona di presidente senza che i soci lo riconoscano. Un equilibrio surreale, che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il livello di tensione tra le due fazioni.

Gli scontri non si fermano qui. I due si sono fronteggiati duramente sulle responsabilità del dissesto finanziario del Comune, con accuse reciproche che rimbalzano da anni.

La vicenda giudiziaria

Poi c’è la vicenda più delicata, quella che li unisce loro malgrado. Nell’ottobre 2024 la Procura di Siracusa ha disposto il sequestro preventivo del depuratore comunale e di altri impianti minori, gestiti dalla società Aspecon. Otto persone risultano iscritte nel registro degli indagati, tra cui entrambi i Corrado, i vertici di Aspecon e l’ex direttore generale, con l’ipotesi di inquinamento ambientale colposo per presunti sversamenti di reflui non trattati nel fiume Asinaro e nel mare. Si tratta di un procedimento ancora aperto ma in una campagna elettorale lunga, un’indagine condivisa non semplifica la vita a nessuno dei due.

Lo scontro è tutto nel centrodestra

Un dettaglio che non va sottovalutato: questa è una battaglia interna al centrodestra, o quasi. Figura, pur presentandosi con i panni del sindaco civico, coltiva da tempo un solido rapporto con il deputato regionale dell’Mpa-Grande Sicilia Peppe Carta, una sponda partitica che gli ha garantito finora copertura politica regionale. Di fronte a lui, Bonfanti può schierare la compattezza di Forza Italia, con Gennuso che tira i fili a Siracusa e Roma che osserva.

Il terzo incomodo: Marziano, il ritorno alle origini

La partita però non è a due. C’è un terzo candidato che si affaccia sulle amministrative netine del 2027, e il suo profilo è tutt’altro che trascurabile. Bruno Marziano, netino d’origine, ha costruito la sua carriera politica e istituzionale a Siracusa: ex presidente della Provincia, ex assessore regionale, oggi esponente di primo piano del Partito Democratico. Una figura abituata alle stanze che contano, ora pronta a un ritorno alle radici. La domanda che si pone il centrosinistra netino, e non solo, è quanto il suo radicamento istituzionale a Siracusa possa trasferirsi in consenso reale in una città che lo ha visto crescere ma non governare. Per Marziano, Noto è casa. Resta da capire se Noto la pensa allo stesso modo.

Tre candidati, una sfida aperta

Un ex sindaco che rivendica il ritorno, un sindaco uscente che difende il mandato, un navigato esponente del centrosinistra che si propone come alternativa. Noto 2027 si annuncia come uno dei capitoli politici più combattuti della Sicilia orientale. E manca ancora più di un anno.