Turisti a fare il bagno nelle acque di Ortigia il giorno di Pasquetta: è l’immagine che apre la stagione 2026 in Sicilia. I numeri confermano. Negli aeroporti di Palermo, Catania e Comiso hanno transitato oltre 530 mila passeggeri nel periodo pasquale, su 1.846 voli. Palermo segna +6% sul 2025, Catania +8,6% sul traffico internazionale.
Palermo e Siracusa nella Top 30
Entrambe le città entrano nella classifica delle trenta mete italiane più gettonate a Pasqua. A Palermo tutto esaurito nei giorni clou, secondo Federalberghi. Siracusa ha registrato un forte appeal turistico, posizionandosi al 12° posto tra le destinazioni italiane più richieste dagli italiani
Germania e Nord Europa trainano i flussi
Il traffico internazionale a Palermo cresce del 15%. I mercati più attivi: Germania, Austria, Francia, Paesi Bassi, Polonia. Gli europei compensano il calo degli italiani e la contrazione dei flussi da USA, Canada, Gran Bretagna e Asia.
Il Medio Oriente ha favorito la Sicilia ma l’Italia frena
La crisi mediorientale ha spostato flussi verso il Mediterraneo. L’isola ne ha beneficiato. Ma il quadro nazionale resta in rosso: il Centro Studi Turistici di Firenze, su 1.087 imprese ricettive italiane, stima 14,1 milioni di presenze pasquali in Italia, in calo dell’1,3% rispetto al 2025.
Il caro carburante pesa sui voli per la Sicilia
Il futuro, però, sembra meno roseo: molto dipenderà dall’esito della guerra tra Iran e Stati Unit-Israele che, a seguito della stretta sullo Stretto di Hormuz, ha drasticamente ridotto le scorte di petrolio e fatto innalzare i prezzi del carburante. Il turismo è uno dei settori più fragili – come del resto è apparso chiaro dopo lo scoppio della Pandemia:
l’aumento del jet fuel aumenta i costi sulle rotte per Palermo, Catania e Trapani, soprattutto per i low cost. La Sicilia rischia di risultare meno competitiva rispetto ad altre mete mediterranee. Chi arriva tende già a ridurre gli spostamenti interni, con effetti diretti sulla spesa locale.






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