Si è chiuso, in via definitiva, per effetto della prescrizione, il processo nei confronti di Corradina e Salvatore Girmena, madre e figlio, coinvolti nel febbraio del 2012 in un’inchiesta della Procura di Siracusa su un giro di prostituzione nel bed and breakfast di famiglia, in via Bacchilide, nella zona di corso Gelone, nel cuore del capoluogo. Insieme a loro, era imputata una donna straniera, (difesi dagli avvocati Cristiano Leonardi e Maria Rita D’Amico) e per  tutti quanti l’accusa era di tolleranza della prostituzione.

La vicenda, nota con il nome di operazione “Aspasia”, creò molto scalpore in città,  perché il marito della donna, una commercialista, è Giovanni Girmena, che, in quel periodo ricopriva l’incarico di assessore alle Politiche sociali nella giunta di Centrodestra, guidata da Roberto Visentin.

Secondo la ricostruzione degli agenti del commissariato di polizia di Ortigia,  le squillo avrebbero trovato nel bed and and breakfast degli imputati, ritenuto molto discreto, il posto ideale per ricevere i loro clienti. Le prestazioni sessuali, dalle informazioni in possesso alle forze dell’ordine, avrebbero avuto tariffe comprese tra 70 e 150 euro, con un giro d’affari piuttosto cospicuo per le “lucciole”. Si scoprì, inoltre, che una di loro, con il suo lavoro, sarebbe stata in grado di comprare un appartamento ai Parioli, uno dei quartieri più lussuosi di Roma.