Era rimasto chiuso da oltre un anno per dei lavori di manutenzione ma adesso le porte sono tornate ad essere aperte.

Si tratta dell’Ipogeo di piazza Duomo, situato nel cuore di Ortigia, uno storico percorso sotterraneo, trasformato durante la Seconda Guerra Mondiale in un rifugio antiaereo. Proprio qui, i siracusani trovarono riparo per scampare ai bombardamenti dei velivoli degli Alleati, prima dell’Armistizio, firmato proprio a Siracusa, nel quartiere di Cassibile, nel settembre del 1943.

L’Ipogeo è composto da una galleria principale ma si articola in altre minori ed una di queste si lega alla grande cisterna dell’Arcivescovado. Il sito storico ospita, tra l’altro, una cisterna “potoria”, destinata cioè a contenere acqua da bere e che costituì per tutto l’800 la principale fonte di approvvigionamento di Ortigia.

Ma è il conflitto bellico a rendere famosa questa lingua sotterranea che da piazza Duomo confluisce nell’area della Marina, lungo una linea che va da Nord a Sud. Secondo le ricostruzioni storiche, in proiezione dell’entrata in guerra dell’Italia, furono predisposti dall’Unione nazionale protezione antiaerea i punti di raccolta. Per allestire il rifugio, vennero realizzati dei lavori per ampliare gli ambienti.

In una di queste camere, fu sistemata nel 1942, in pieno conflitto, il simulacro di Santa Lucia, la protettrice e patrona di Siracusa ma in quel drammatico periodo la città subì centinaia di attacchi aerei che falcidiarono la popolazione, donne e bambini in particolare.

Al termine della guerra, l’ipogeo tornò ad essere un patrimonio storico e culturale e negli ultimi anni è diventato una delle mete preferite dai visitatori. I lavori sono stati finanziati dal Dipartimento regionale dei Beni culturali. Lo stesso presidente della Regione, Nello Musumeci, ha salutato con soddisfazione l’apertura del sito, che arricchisce l’offerta  turistica della Sicilia.