• Le motivazioni della sentenza del Cga che condanna il Comune al pagamento di 11 milioni
  • La vicenda riguarda la mancata retribuzione dei servizi dell’ex gestore della nettezza urbana
  • Nominato un commissario che vigilerà sul Comune

Peseranno, e non poco, sulle casse pubbliche ed a cascata su servizi e stipendi, gli 11 milioni di euro che il Comune dovrà sborsare all’Igm, l’ex gestore della nettezza urbana, come previsto dalla sentenza del Cga di Palermo. Al centro della vicenda, i soldi che all’azienda sarebbero stati negati dall’ente locale nonostante l’ampliamento dei servizi rispetto a quanto previsto nel contratto originario, tra cui la raccolta differenziata.

La storia

Nel gennaio del 2003 l’impresa ebbe l’affidamento dell’igiene urbana per un periodo di 5 anni mantenendolo negli anni successivi attraverso le proroghe. L’azienda ha successivamente contestato al Comune di Siracusa il mancato aggiornamento periodico del canone per l’ampliamento dei servizi, rivolgendosi, così, al Tar di Catania che, con sentenza del 2018 ha condannato il Comune.

Le motivazioni del Cga

Secondo i giudici del Cga, che hanno sostanzialmente confermato il pronunciamento del Tar,  il Comune di Siracusa “non avrebbe potuto – si legge nel dispositivo –  imporre importi ancorati a valori risalenti nel tempo e non preceduti dalla previa verifica della loro idoneità a remunerare con carattere di effettività il servizio reso, ed a maggior ragione imporre servizi nuovi ed aggiuntivi (raccolta differenziata porta a porta), non previsti nell’originario contratto, senza prevedere alcun corrispettivo”. L’importo calcolato è di ” 10.767.770,80 oltre Iva ed interessi di legge”.

Inoltre, “il Comune di Siracusa avrebbe dovuto provvedere, attenendosi ai criteri di quantificazione del risarcimento già fissati dal Tar alla determinazione dell’ammontare della prestazione risarcitoria da corrispondere agli aventi diritto”.

Nomina di un commissario

Alla luce della sentenza, per giudici del Cga il Comune deve provvedere al pagamento “nel termine di sessanta giorni e si nomina sin da ora, in caso di persistente inottemperanza nelle vesti di commissario ad acta il Direttore Generale della Direzione generale cura del Territorio e dell’Ambiente della Regione Emilia Romagna con facoltà di delega
anche collegiale”.