La piccola Sortino è diventata il teatro di un braccio di ferro politico nel Centrodestra. Un confronto che si gioca su più tavoli — amministrativo, elettorale e di coalizione — e che rischia di incrinare equilibri consolidati nel tempo.
Il caso appalti come innesco politico
A mettere il dito nella piaga è Nello Bongiovanni, esponente politico sortinese e uomo vicino ad Auteri, con una nota pubblica che solleva interrogativi sulla gestione amministrativa del Comune guidato dal sindaco Vincenzo Parlato, espressione politica dell’MPA.
Bongiovanni pone l’accento su alcuni affidamenti diretti e chiede chiarezza agli autonomisti il cui leader provinciale è il deputato regionale, Giuseppe Carta. “È strano che una serie di ditte o associazioni ottengano affidamenti diretti, e che tutte provengano da Melilli. Qual è – chiede Bongiovanni – la posizione dell’MPA rispetto alle scelte dell’amministrazione? Vorremmo capire se l’MPA è parte dell’amministrazione, se ne prende le distanze o se condivide le scelte compiute negli ultimi mesi”, scrive Bongiovanni, chiedendo “garanzie politiche chiare”. Una domanda politica, più che giuridica ma il messaggio è inequivocabile: qualcuno deve rispondere.
La replica del sindaco Parlato
“Si tratta di una normale turnazione che riguarda il settore degli spettacoli e della loro organizzazione: questa volta ci siamo rivolti ad un impresario che è originario di Melilli ma vive a Sortino. Il riferimento a Melilli è solo una questione di sede legale. La verità è che sia Bongiovanni che Auteri sono lontani dalle esigenze della comunità e dalla politica regionale afferma a BlogSicilia il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato.
Auteri punta a Sortino ma l’MPA ha altri piani
Dietro la nota di Bongiovanni c’è una partita più grande. Carlo Auteri guarda alle elezioni amministrative di Sortino del 2027 come a un obiettivo concreto. La sua presenza politica nel comune è cresciuta, e i fedelissimi come Bongiovanni rappresentano la punta avanzata di una strategia che mira a costruire consenso in vista della corsa a sindaco.
Il problema è che l’MPA, dopo i due mandati di Parlato, non sembra intenzionato a consegnare le chiavi del Comune ad Auteri, almeno non in questa fase. Gli autonomisti starebbero lavorando a una propria candidatura, con l’obiettivo di mantenere Sortino nell’orbita dell’MPA-Grande Sicilia. Una mossa che renderebbe più impervia la corsa a sindaco di Auteri.
Si apre così una crepa – piccola o grande questo lo si vedrà – tra due parlamentari regionali che fino a poco tempo fa dialogavano e costruivano accordi: lo dimostrano l’intesa raggiunta per le elezioni al Libero Consorzio di Siracusa, dove Carta e Auteri avevano saputo trovare una convergenza, l’alleanza ad Augusta attorno al sindaco Peppe Di Mare, e le nomine per il Comitato di sorveglianza dell’Ati idrico. Il caso Sortino, con le sue ambizioni incrociate, ha modificato gli assetti.
Auteri guarda anche alle Regionali: l’accordo con la Lega
Le ambizioni di Auteri non si fermano a Sortino. Il deputato DC ha già mosso le prime pedine in vista delle prossime elezioni regionali siciliane, sottoscrivendo un accordo con la Lega. La cena tra Auteri, il rappresentante leghista Cafeo Gianni ed il sindaco Pippo Gianni ha sancito un’alleanza che punta a costruire un asse tra DC e Lega per le regionali.
Un centrodestra che si divide sui territori
Il caso Sortino racconta qualcosa di più ampio: nel centrodestra siciliano, la competizione non avviene solo tra schieramenti opposti, ma sempre più spesso all’interno della stessa coalizione, dove partiti alleati si contendono i territori Comune per Comune. L’esempio è Lentini dove non solo il Centrodestra si presenta con due candidati diversi ma la pattuglia di Forza Italia legata al deputato regionale, Riccardo Gennuso, ha fatto una sterzata verso il candidato del Centrosinistra.






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