L’amministrazione comunale di Siracusa ha pianificato la mobilità per i prossimi 20 anni: più zone pedonali, trasporto pubblico e piste ciclabili e meno auto. Una vera rivoluzione e per realizzarla sono in corso numerosi lavori in città che, naturalmente, stanno creando disagi alla circolazione.

Il percorso tracciato dall’Europa

Sembra essere questa la strada giusta, decisa non qui, in questo fazzoletto della Sicilia, ma dall’Europa, nell’ottica della riduzione dell’inquinamento, tra le cause principali dei cambiamenti climatici. Ma come ci sta arrivando Siracusa? E’ pronta per questo cambio epocale? Questo il tema della puntata de Sulle strade di Siracusa, la trasmissione di BlogSicilia.

“Città pensata per le auto”

“E’ ovvio che ci sono criticità in questo piano – dice Carlo Gradenigo, ex assessore alla Tutela ambientale di Siracusa – perché la città, negli anni scorsi, è stata pensata per la circolazione delle auto: abbiamo 80 mila veicoli su una popolazione di circa 120 abitanti”.

Come conciliare bus, bici ed auto?

“Lì dove la sezione stradale non permette di suddividere le corsie per bus, biciclette ed auto, si potrebbe pensare a realizzare delle corsie miste. Il trasporto pubblico – dice Carlo Gradenigo, ex assessore alla Tutela ambientale di Siracusa – è fondamentale per un piano di mobilità di questa portata, per cui è necessario che vi siano mezzi in grado di rispondere alle esigenze degli utenti. Questo vuol dire: tempi di percorrenza competitivi ma che è possibile realizzare solo se si consente ai bus di disporre di corsie preferenziali. Se i mezzi, invece, restano in coda, insieme alle auto, non potranno mai diventare attrattivi”.

Senta, ma Siracusa è come Amsterdam?

Vero che Siracusa non è pianeggiante ma ci sono le biciclette a pedalata assistita, che rendono agevole la copertura da un posto ad un altro, semmai il problema è dove lasciarle, visto che il rischio furti non è trascurabile.  Per quanto concerne le auto, fondamentali sono i parcheggi scambiatori, legati alle fermate dei bus.

L’ex sindaco di Siracusa Visentin

Sul piano di mobilità, così come concepito dal Comune, non è d’accordo l’ex sindaco di Siracusa, Roberto Visentin.

“Chi non è d’accordo con la riduzione dell’inquinamento ma a Siracusa ci sono problemi di ordine strutturale e culturale. Intanto, è una città piena di pendenze, per cui recarsi da viale Scala Greca ad Ortigia è complicato e faticoso”.

Ma ci sono le biciclette a pedalata assistita..

“Vero è che ci sono le bici a pedalata assistita ma hanno un certo costo e poi dobbiamo pensare anche  a coloro che non sono in grado di usare questa tipologia di mezzo. Inoltre, non dobbiamo parlare di piste ciclabili, a Siracusa si sono realizzate le corse ciclabili, non separate in modo netto dalle corsie in cui sfrecciano le auto, i mezzi pesanti e le moto, per cui hanno un certo grado di pericolosità per i ciclisti”.

Quali altre criticità intravede?

Quello che manca sono certamente i controlli sulle nostre strade: le infrazioni al codice della strada sono numerose e sotto gli occhi di tutti e questo causa dei forti rallentamenti alla circolazione.

E il trasporto pubblico?

E’ la  vera nota dolente sono i mezzi pubblici. Il servizio non funziona, per cui non si può programmare una cosiddetta mobilità dolce senza i bus. Negli anni scorsi, c’erano i bus navetta, peraltro elettrici, che questa amministrazione ha inspiegabilmente tolto.

 

La versione podcast della puntata Sulle Strade di Siracusa

 

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