Riccardo Gennuso scende in campo e prova a spegnere il fuoco prima che divampi. Il deputato regionale di Forza Italia affida ai suoi canali social una dichiarazione che suona come una presa di distanza netta e senza margini di ambiguità: “Mi dispiace deludere gli esperti di fantapolitica, ma non sono tra i promotori delle tessere vicine a Vannacci. Resto convintamente in Forza Italia, al fianco del Presidente Schifani e del commissario regionale Nino Minardo, impegnato a lavorare per la Sicilia.”

Il boom di tesseramenti a Rosolini per Vannacci

L’intervento arriva dopo le insinuazioni circolate nei giorni scorsi attorno al boom di tesseramenti a Futuro Nazionale registrato a Rosolini, seicento adesioni in un comune di ventimila abitanti, un numero che ha fatto saltare sulla sedia più di un osservatore, e rimbalzate fino a Roma, in occasione dell’Assemblea Costituente del movimento del generale Roberto Vannacci. Rosolini non è un comune qualsiasi: è da decenni la cassaforte elettorale dei Gennuso, prima di Pippo e poi del figlio Riccardo. Un radicamento storico che ha reso inevitabile l’accostamento, anche in assenza di prove dirette.

I sussurri nel Centrodestra

Le voci hanno creato più di un imbarazzo dentro il centrodestra siciliano e nella stessa Forza Italia, già impegnata in una delicata partita interna in chiave elezioni regionali, con la candidatura alla presidenza della Regione che resta il nodo politico più sensibile. In questo clima, uno zampino azzurro, anche solo presunto, nel cantiere di Vannacci avrebbe avuto un peso specifico tutto particolare.

Le verifiche

Gennuso ha scelto i social per rispondere, un canale diretto che bypassa le mediazioni e consente di arrivare subito alla base. Il messaggio è costruito per chiudere la questione sul nascere. Eppure, da fonti vicine alla galassia vannacciana, BlogSicilia apprende che il caso Rosolini non è affatto archiviato: su quel diluvio di tessere è in corso una verifica interna.