La maggioranza che sostiene il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha convocato per questa sera, intorno alle 18, un vertice d’urgenza.

Il pressing del Mpa

A scuoterla è stata la mossa di Mpa-Grande Sicilia, che con una nota firmata dal commissario cittadino Emiliano Bordone e dalla capogruppo Giovanna Porto aveva chiesto un confronto tra tutte le forze di coalizione. Il motivo è noto: il partito del deputato regionale Giuseppe Carta, con sette consiglieri su trentadue la componente più consistente in aula, ritiene di non avere in giunta un peso proporzionato alla propria forza. Nel mirino ci sarebbero due assessori: Daniela Palma Vasquez, titolare delle deleghe a Sanità e Tutela degli animali, e Sergio Imbrò, assessore alla Protezione civile in quota lista Noi per la Città, che si è ormai sfarinata

Zappalà: “Non parteciperò, non mi interessa”

Il problema, però, è che il vertice rischia già di nascere monco. Franco Zappalà, consigliere del gruppo misto al quale è riferibile proprio Vasquez, ha fatto sapere a BlogSicilia che non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo. E le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Non parteciperò ad alcuna riunione, non mi interessa”.

“Italia candidato alle Politiche”

Zappalà non si limita a disertare l’incontro ma lancia una serie di segnali. Il primo riguarda la tenuta stessa della legislatura: “La nomina di Francesco Italia a commissario regionale di Azione comporterà la sua candidatura alle Politiche — dice — e questo significherebbe che la scadenza elettorale al Comune di Siracusa sarà anticipata di un anno, cioè nel 2027 e non nel 2028”. Un’anticipazione che rimescolerebbero le carte su tutto il tavolo.

L’accordo tra Zappalà e la maggioranza

Il secondo segnale è politico nel senso più stretto. Zappalà ricorda che la sua presenza nella maggioranza non è frutto di una concessione, ma di un patto preciso: “La rappresentanza nell’attuale giunta non l’abbiamo avuta per grazia ricevuta, ma forte di un accordo politico con la maggioranza, composta dagli esponenti dei gruppi in rappresentanza di Italia, del vicesindaco Edy Bandiera e del Mpa”. Stravolgere quell’assetto, dunque, significherebbe disattendere un impegno sottoscritto.

L’affondo sullo spopolamento

E qui arriva la parte più tagliente del ragionamento. “Se intendono disattendere l’accordo sottoscritto, guardi che mi fanno un favore” — dice Zappalà — “perché poi dobbiamo dire come stanno le cose”. E le cose, secondo lui, sono drammatiche: “La città, in poco tempo, ha perso 12 mila abitanti, e sono perlopiù giovani che scelgono altri centri per studiare e lì rimangono. Non abbiamo un’offerta universitaria strutturata, per non parlare della formazione professionale. I ragazzi siracusani non trovano posto nemmeno per lavare le scale”. Una requisitoria sulla Siracusa che non cresce, che suona come un atto d’accusa anche ai suoi interlocutori di stasera.

“Pronto alle elezioni”

Sul futuro, Zappalà non si fa illusioni né fa promesse. “Quello che farò, come sempre, è prepararmi alle elezioni che ci saranno: le regionali, le politiche, le amministrative”. E aggiunge un dettaglio non secondario: “Ci saranno anche le elezioni al Libero consorzio, visto che Giansiracusa, concludendo la sua esperienza da sindaco di Ferla, decadrà dalla carica di presidente dell’ex provincia”.

La parola finale, però, Zappalà la consegna ai cittadini: “Sono loro che decidono con il voto. Se non avrò il loro consenso, andrò a casa”. Una frase che sa di campagna elettorale già iniziata — e che, nel contesto di un vertice di maggioranza convocato d’urgenza alla vigilia di possibili rimpasti, racconta forse meglio di qualsiasi altra dichiarazione lo stato d’animo di chi stasera, a quell’incontro, ha già deciso di non presentarsi.