Il Procuratore Federale della Figc ha deferito tre club su segnalazione della Covisoc. Tra questi c’è anche il Trapani.

Il motivo? Non aver pagato entro il termine del 16 marzo gli emolumenti di febbraio dovuti ai tesserati, dipendenti e collaboratori. Nel caso della società granata, sono stati deferiti anche i dirigenti Giuseppe Pace, presidente del Cda, e Monica Pretti, consigliere delegato.

Il club ha subito risposto, assicurando «di avere provveduto entro il termine del 16 marzo al pagamento degli emolumenti di tutti i tesserati per le mensilità di gennaio e febbraio per una quota parte di € 498.454,18 su un totale di € 634.762,00. Relativamente alla parte residua si è provveduto al pagamento con valuta 17 marzo dell’ulteriore importo di € 104.019,14, comunicando agli organi competenti che il saldo residuo di € 32.288,68, relativo a 4 tesserati su 54, sarebbe stato corrisposto seguendo le previsioni del Decreto Cura Italia. Ciò è avvenuto esclusivamente a causa dell’emergenza Covid, non può ad oggi non apparire abnorme una eventuale decisione che possa equiparare il Trapani Calcio ad altre realtà che non abbiano provveduto al pagamento degli emolumenti dovuti per i mesi di gennaio e febbraio».

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E ancora: «Una decisione in tal senso risulterebbe oltremodo penalizzante, non terrebbe conto della reale situazione riferita e documentata e negherebbe in tal modo la verità sostanziale dei fatti, facendo apparire inadempiente, soltanto per un lieve ritardo, una società come il Trapani Calcio che ha sempre ottemperato puntualmente alle scadenze federali, in ogni visita ispettiva della Covisoc non ha mai avuto rilievi negativi ed è l’unico club in Italia la cui proprietà ha superato positivamente la stringente normativa della Figc in materia di acquisizione societaria».