Non si ritiene sia giustificabile un atto così efferato qualunque siano i motivi che hanno portato a dei dissidi tra la popolazione locale e i migranti ospiti all’interno del territorio.
Quattro immigrati (due 2 senegalesi, un sudanese e un nigeriano) sono stati fermati dalla polizia perché accusati di essere gli scafisti delle imbarcazioni soccorse nel Mediterraneo con a bordo 236 migranti giunti poi a Catania.
Una, purtroppo, è finita sulla strada a fare la prostituta, l’altra se non avesse raccontato tutto l’avrebbe seguita. Arrestate due donne nigeriane ad Ascoli Piceno.
Paura al centro accoglienza di San Michele di Ganzaria dove quattro ragazzini tra i 14 e i 17 anni, hanno sequestrato alcuni operatori della struttura gestita dalla Cooperativa San Francesco che sono stati poi soccorsi da altri ospiti e dai carabinieri.
E’ previsto per domattina al Molo di Levante del Porto di Catania l’arrivo della nave Topaz Responder, dell'ong Moas, impegnata nei giorni scorsi in diverse operazioni di salvataggio di migranti in mare.
Lo spettacolo vuole raccontare i sogni e le speranze dei giovani migranti, l’epopea di chi lascia tutto per una nuova vita, prendendo spunto dagli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948; narrare le personali esperienze degli interpreti, una volta giunti in Europa.
Le vittime della nuova tragedia del mare sono 21 donne e un uomo. "Indaghiamo per il reato di omicidio avvenuto per annegamento e asfissia da idrocarburi". Lo ha detto il questore di Trapani, Maurizio Agricola, presente in banchina.
Recuperato il cadavere di una donna, arrestati sette persone ritenute i conducenti delle quattro imbarcazioni raggiunte nella giornata di ieri nel canale di Sicilia
Due cittadini gambiani, entrambi sedicenti, gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati fermati a Catania.
Fino a questo momento non è stato possibile individuare le strutture presso cui questi ragazzi e queste ragazze potranno essere ospitati e si prospetta per loro una notte al Porto del capoluogo siciliano.
Alcuni testimoni hanno raccontato ai poliziotti italiani che nei capannoni gli extracomunitari provenienti dall’Africa centrale, che i libici chiamano “black black”, vengono picchiati anche da bambini di 6/7 anni che verrebbero educati alla violenza.