• Attesa la decisione sul processo a Salvini
  • La vicenda della nave Open Arms

 

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta l’arringa difensiva dell’avvocato di Matteo Salvini, Giulia Bongiorno, nell’ambito del processo per il caso Open Arms nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.
Il giudice per le udienze preliminari, Lorenzo Jannelli, si è ritirato in camera di consiglio e la decisione sul rinvio a giudizio o non luogo a procedere nei confronti del leader della Lega, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver negato lo sbarco sulle coste italiane alla Ong catalana con 147 migranti a bordo, è attesa non prima delle ore 15.
“Ci sono navi certificate per svolgere attività di ricerca e soccorso. La Open Arms aveva queste certificazioni? No. Svolgeva sistematica attività di ricerca e soccorso? Sì”, ha detto a quanto si apprende l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini, intervenendo all’udienza.
Bongiorno ha ricordato che lo stesso comandante di Open Arms “quando chiede disperatamente il Place of Safety (Pos), esaltando le difficoltà in cui versa, scrive una mail spiegando “che Open Arms è certificata solo per 19 persone”, eppure è sempre stata utilizzata per attività continue di ricerca e soccorso. E tutto questo si evince dalla scatola nera, cioè dal diario di bordo”.
“Salvini è stato ritenuto colpevole di tutto – ha aggiunto la legale -. Il comandante di Oper Arms ha rifiutato di sbarcare migranti a Malta, ha rifiutato numerosi aiuti da altri natanti, ha rifiutato di essere scortato in qualsiasi porto spagnolo, ha rifiutato di essere accompagnato in porti spagnoli. Eppure qui l’imputato è solo Salvini. Lui risponde di sequestro di persona, anche se la nave ha bighellonato per giorni. C’è una visione salvinocentrica. In questo processo c’è un errore basilare, è come valutare questo processo guardando dal buco della serratura: non si riesce a riscostruire il complesso”.
(ITALPRESS)