Se Armando Siri facesse parte del M5s sarebbe già stato messo fuori dal governo, invece nella Lega continua a parlare”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, parlando con i cronisti nel cantiere della galleria di Segesta (Tp).

Toninelli ha aggiunto: “Io non parlerei di un caso Siri comunque, esiste un governo del cambiamento che non può avere ombre. E  se chi fa parte di questo governo ha un ombra deve avere la possibilità di dissiparla: come fa a levarsela di dosso occupandosi di tanti dossier del ministero? Siri prima si occupi di lui, si difenda e dimostri di essere innocente dopodiché può tornare in campo dopo un istante: ma questo è il governo del cambiamento”.

E ancora: “Finché restiamo nel contratto di governo andiamo alla grande, ovviamente ci sono diversità tra Lega e M5s”.

Il Consiglio dei ministri lo seguo da remoto con uno strumento che si chiama cellulare”. Così Toninelli, ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto delle tante assenze dei membri dei 5stelle del governo al Consiglio dei ministri di ieri sera. “I ministri del M5s sono sempre presenti – ha aggiunto – voi sapete però che ci sono, e parlo per me, tanti cantieri e la presenza di un ministro che li visita in persona sollecita, stimola e spinge i responsabili a partire dalle pubbliche amministrazioni”. “Io gli impegni li mantengo”, ha puntualizzato riferendosi alla sua presenza da ieri in Sicilia.

“C’è il rischio enorme di perdere i fondi di sviluppo e coesione se non si spendono entro il 2021, siamo nel 2019 e non sono stati aperti cantieri. Mi dispiace che l’assessore della Regione siciliana Marco Falcone continui ad attaccarmi nonostante io abbia un approccio propositivo” ha aggiunto Toninelli incontrando i dirigenti di Anas e Rfi.

Poi ha fatto accenno ai vitalizi: “Stiamo lottando per tagliare i vitalizi in Sicilia con il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè che li vuole mantenere”.

Ma Falcone non ci sta e controreplica “Al ministro Toninelli non ho rivolto nessun attacco. Ho invece dovuto precisare e chiarire dei dati che magari impropriamente gli erano stati rappresentati. Verso il Governo nazionale abbiamo solo un’unica richiesta: atti e provvedimenti concreti che possano aiutare tangibilmente la Sicilia”.

“Proprio oggi, per fare un esempio, abbiamo inoltrato l’ultima sollecitazione all’Anas, ovvero di sbloccare la Statale 117 Nord-Sud a partire dal cosiddetto lotto B5, la cui gara è bloccata addirittura dal 2014. Oggi la Sicilia, e nello specifico il territorio dell’Ennese, si pongono una domanda: se tutto ciò possa essere ammissibile o giustificabile in un Paese moderno e civile. Purtroppo invece, a distanza di cinque anni, ancora nulla si muove”.

“Ecco perché – rilancia Falcone – dico al ministro Toninelli, nel caso l’Anas non risolva nei prossimi 15 giorni la paradossale vicenda, di procedere al commissariamento della Statale Nord-Sud, come previsto dall’ultimo Decreto Sblocca cantieri, per poter così realizzare un’opera che, vorrei ricordare, è finanziata per quasi l’80 per cento con fondi regionali”.

“Una tale azione rientra nella sfera di competenze del ministro alle Infrastrutture e purtroppo non in quella del Governo regionale, impossibilitato infatti ad esercitare poteri sostitutivi sulle grandi infrastrutture. In questo senso, attraverso un provvedimento così chiaro e concreto, si avvierebbe una nuova fase di rispetto e reale collaborazione”.