Dieci giorni consecutivi di pioggia, temporali, vento forte e perfino neve a quote insolite per maggio non sono bastati. Adesso sull’Italia sta per abbattersi una nuova e più intensa ondata di maltempo, destinata a colpire territori già fragili e saturi d’acqua. Nelle prossime ore il quadro meteorologico subirà un ulteriore peggioramento, con rischio elevato di allagamenti, frane, grandinate violente e mareggiate lungo le coste del Nord e del Centro.

Secondo le ultime proiezioni, il passaggio più delicato arriverà tra venerdì e sabato, quando il brusco ingresso di aria più fredda destabilizzerà ulteriormente l’atmosfera favorendo la formazione di fenomeni estremi.

Venti di burrasca sul Mar Ligure e onde fino a cinque metri

Il primo segnale del peggioramento sarà il rinforzo dei venti di Libeccio. Una violenta perturbazione proveniente da Sud-Ovest investirà il Mar Ligure e i crinali appenninici con raffiche che potrebbero superare i 90 chilometri orari.

Le condizioni del mare sono destinate a peggiorare rapidamente. Tra Liguria di Levante e Alta Toscana sono attese mareggiate importanti, con onde alte fino a quattro o cinque metri spinte direttamente verso la costa.

Lorenzo Tedici, meteorologo di IlMeteo.it, parla di una fase eccezionalmente critica dopo giorni di instabilità continua: “Dieci giorni consecutivi di pioggia, temporali, venti forti e persino neve a 1500 metri di quota. Arrivati a questo punto viene spontaneo chiedersi: può andare peggio di così? Purtroppo la risposta è sì”.

Supercelle e grandinate: la Pianura Padana osservata speciale

L’area più esposta resta ancora una volta la Pianura Padana centro-orientale. Qui l’elevato contrasto tra masse d’aria diverse potrebbe favorire la nascita di supercelle temporalesche, considerate tra i fenomeni atmosferici più pericolosi.

Le supercelle sono strutture temporalesche organizzate e molto estese, alimentate da una corrente ascensionale rotante chiamata mesociclone. In presenza delle giuste condizioni possono produrre grandine di grosse dimensioni, nubifragi estremi e persino tornado localizzati.

Gli esperti segnalano un rischio elevato di grandinate violente soprattutto tra Lombardia orientale, Veneto ed Emilia-Romagna, già colpite nei giorni scorsi da forti precipitazioni.

Tedici sottolinea che “l’attenzione massima sarà poi rivolta al pomeriggio, quando si innescherà un elevato rischio di supercelle, i sistemi temporaleschi più estesi e pericolosi caratterizzati da una forte corrente ascensionale rotante (mesociclone) in grado di generare grandine di grossa taglia e, in casi estremi, tornado”.

Temperature in crollo: metà maggio da pieno inverno

Oltre ai temporali, a colpire sarà anche il drastico calo termico previsto per venerdì 15 maggio. Le temperature massime potrebbero scendere sotto i 14-15 gradi anche sulle regioni centrali, riportando condizioni quasi autunnali nel cuore della primavera.

Le anomalie riguarderanno soprattutto le aree montuose. Sulle Alpi la neve tornerà a cadere fino a 1200 metri di quota, un valore decisamente insolito per la seconda metà di maggio.

Secondo le analisi meteorologiche, questa potrebbe diventare una delle metà di maggio più fredde degli ultimi decenni.

Piogge continue e rischio idrogeologico in aumento

Il problema più delicato resta però quello legato al territorio. Dopo oltre una settimana di precipitazioni quasi ininterrotte, molti terreni non riescono più ad assorbire nuova acqua.

Per questo motivo il rischio idrogeologico è in forte aumento, soprattutto nelle zone già colpite da smottamenti o allagamenti nei giorni scorsi.

Il maltempo interesserà quasi tutta la penisola, anche se con modalità differenti. Alcune regioni vivranno una rapida alternanza tra schiarite e rovesci intensi, mentre altre resteranno sotto piogge persistenti per molte ore consecutive.

Secondo il meteorologo de IlMeteo.it, l’Italia dovrà affrontare “un’ulteriore e severa ondata di maltempo che andrà a colpire terreni già saturi, aggravando sensibilmente il rischio idrogeologico con possibili allagamenti e frane”.

Dopo il freddo, possibile svolta improvvisa verso il caldo

Lo scenario potrebbe cambiare rapidamente già da domenica 17 maggio. I modelli meteorologici indicano infatti il graduale rinforzo di un anticiclone destinato a riportare condizioni più stabili, con sole prevalente e temperature in netto aumento.

Il passaggio potrebbe essere molto rapido: dall’attuale fase fredda e perturbata a una lunga parentesi calda tipica delle ultime stagioni estive.

Tedici osserva che “considerando il trend climatico degli ultimi anni, potremmo quasi scommettere sull’inizio di una lunghissima e ininterrotta fase termica calda e sopramedia, destinata a durare dalla seconda decade di maggio fino a metà ottobre”.

L’esperto definisce questa ipotesi “una provocazione statistica”, ma il riferimento resta significativo rispetto all’evoluzione climatica degli ultimi anni.

Il paradosso climatico delle prossime settimane

La riflessione finale riguarda proprio il contrasto tra le condizioni attuali e quelle che potrebbero arrivare tra poche settimane.

Dopo giorni di freddo, pioggia e vento, l’Italia potrebbe infatti ritrovarsi molto rapidamente alle prese con afa intensa, notti tropicali e temperature ben oltre la media.

“Quando in piena estate dovremo fare i conti con l’afa asfissiante, minime notturne di 23-24 gradi e massime diurne oltre i 34, finiremo sicuramente per rimpiangere queste grigie giornate in giacca a vento, con le massime a 14 e l’alba frizzante a 10 gradi”.