“Il centrodestra sbaglia quando si divide perché quando è compatto è forte e vince”. Lo dice Nino Germanà segretario regionale della Lega in Sicilia, senatore messinese, ospite di Talk Sicilia a poche ore dalle elezioni amministrative nell’Isola. “Ci siamo divisi su questioni locali, sbagliando. Ma passate le amministrative ci ricompatteremo sul governo Schifani che è il migliore degli ultimi cinquant’anni”
Messina e le strane alleanze
Germanà, cominciamo dalla sua città, Messina, che è anche la città di Cateno De Luca con il quale si era alleato nel 2022 ma ora andate separati. Messina si conferma una anomalia?
“Intanto una piccola premessa mi sia consentita. Messina non è né di De Luca né di Germanà. Messina è dei messinesi. È proprio per i messinesi che noi vogliamo dare il massimo. La volta scorsa è successa una cosa molto semplice che succede soprattutto a chi fa politica da tanti anni e cioè scegliere veramente al di là di quelli che sono gli steccati o al di là proprio dei confini degli schieramenti di coalizione quello che è meglio per la tua città, per il tuo territorio”.
“Semplicemente io ho fatto questo, anche perché la volta scorsa il centrodestra a Messina era mal rappresentato. Ma non perché io non hanno accolto la mia proposta di candidatura, io ho voluto spaccare il tavolo. Certo, questo è uno dei temi, ma certamente perché io avevo detto al tavolo del centrodestra di essere disposto a farmi da parte a fronte di un candidato migliore. Così non è stato e a quel punto, diciamo, ho spaccato la coalizione e ho scelto di sostenere Basile perché comunque al di là delle delle esternazioni di Cateno De Luca, comunque Cateno De Luca, rispetto al passato, aveva migliorato la città di Messina.
E allora perché dopo vi siete tirati fuori della maggioranza di governo della città?
Così la racconta De Luca, ma non è andata così. Siccome De Luca doveva fare la sua corsa solitaria alla presidenza della regione e non voleva nessuno in mezzo ai piedi, ha cominciato a sparare a zero su tutti a partire da Salvini. Praticamente ci ha messo fuori dalla porta, quindi è lui ad avere tradito il patto che avevamo fatto con i messinesi in quella in quell’occasione, non noi”
“Ma secondo voi può essere mai che chi vince si tira fuori? Chi vince è felice di vincere e io ero felice di avere vinto, di avere eletto i nostri consiglieri, la nostra rappresentanza. Avrei voluto governare, avrei voluto dare una spinta, un impulso forte anche alla alla nostra città, alla mia città di Messina. Poi, però a settembre si è votato per le politiche e per le regionali e il resto è storia”
Oggi il candidato del centrodestra è Marcello Scurria con il quale il centrodestra ha avuto problemi quando era commissario per il risanamento
“Scurria è un tecnico, è un avvocato amministrativista. che ha seguito, avendo lavorato con tutte le amministrazioni proprio per le sue eh doti, per le sue qualità, e conosce bene il Comune di Messina.
“Lo abbiamo scelto anche per quel che ha fatto on questa esperienza all’Ufficio per il risanamento che è stato qualcosa che i messinesi hanno potuto toccare con mano. L’amministrazione De Luca, per chiarire questo aspetto delle baracche, non può attribuirsi la paternità di tutto. De Luca dice che è merito suo, noi diciamo che è merito nostro. Io dico che all’80% è merito nostro (al 100% merito del sottosegretario Matilde Siracusano), mentre un 20% lo vogliamo riconoscere all’amministrazione De Luca che ha preparato il terreno. Ma poi chi ha fatto gol è stata Matilde Siracusano.
Separati a Messina, insieme ad Agrigento
Allora, a questo punto lasciamo Messina. Parlando di Agrigento ci sono due temi da porre: da una parte c’è il fatto che sul candidato del centrodestra Luigi Gentile, ex assessore regionale che conosciamo un po’ tutti anche a Palermo, c’è la convergenza questa volta anche di De Luca, quindi separati a Messina ma di nuovo insieme ad Agrigento. Secondo tema e il fatto che la Commissione Antimafia nella sua lista degli impresentabili ha inserito proprio Luigi Gentile
“Partirei proprio da questo perché quando si parla di Commissione antimafia sembrerebbe chissà che cosa ma queta vicenda, invece è una cosa del tutto ridicola per quello che riguarda Luigi Gentile che è un ottimo professionista, uno stimato commercialista, una persona per bene. Gentile viene inserito nella lista degli impresentabili perchè a giudizio per una vicenda di una presunta bancarotta del 2007, quindi una cosa di 20 anni fa, risalente a quando esercitava le sue funzioni di professionista, quindi di commercialista. Si tratta di una società fallita mentre lui era componente del collegio sindacale. Una cosa assolutamente ridicola e irrilevante
Sull’appoggio politico di De Luca?
“Apprezziamo il sostegno di De Luca al candidato Gentile, anche perché se lì la coalizione è spaccata c’è un motivo. Vi ho raccontato i motivi per cui la coalizione si è spaccata a Messina 5 anni fa. Io non dico di avere sempre ragione, però mi pare che l’amministrazione Miccichè, quella del sindaco uscente, è stata un disastro amministrativo. L’ultima questione fu quella della gestione di Agrigento capitale della cultura che doveva essere per il territorio agrigentino e per la Valle dei Tempi, un rilancio, invece abbiamo fatto una pessima figura a livello nazionale”.
“Nel vertice di maggioranza io ognuno mette sul tavolo le proprie proposte. Io non volevo necessariamente indicare un sindaco che avesse in tasca la tessera della Lega, però avevo detto alla alla coalizione e agli alleati andiamo in discontinuità con quello che è stato il governo della città di di Agrigento negli ultimi 5 anni. Hanno fatto delle fughe in avanti, delle forzature e alla fine hanno scelto. Inizialmente avevano perfino messo di nuovo in campo il senatore Lillo Sodano, una gran persona per bene che poi, non so perché, hanno parcheggiato, tant’è vero che oggi il senatore Sudano ha sposato ufficialmente il suo appoggio su Luigi Gentile ovvero la nostra proposta sostenuta da due liste della Lega, dalla Democrazia Cristiana e dalla lista di Sud Chiama Nord e di Noi Moderati.
Il piano regionale, dividersi è un errore
Passando sul piano regionale, qual è, nel complesso lo stato di salute del centrodestra in Sicilia, guardando alle scelte che sono state fatte a livello locale, che però non sono neutre, ci saranno ripercussioni?
“Ma il centrodestra è fortissimo e spesso però quando si è troppo forti si fa l’errore di pensare di essere invincibili. Fortunatamente abbiamo un’opposizione inesistente, senza una proposta, quindi non ci sono alternative. Stiamo, però, facendo l’errore, mi ci metto dentro anche io, di sottovalutare l’avversario e quindi di pensare che ognuno nei propri territori può fare quello che crede. È un errore che stiamo commettendo.
“Il governo Schifani, che è sostenuto da tutto il centrodestra compatto, è la dimostrazione di quanto sia importante l’unità del centrodestra perché si tratta del migliore governo degli ultimi 50 anni e i risultati sono gli occhi di tutti. A parte i termovalorizzatori che è una cosa che la Sicilia aspettava da tanti e tanti anni, le agenzie di rating ci dicono di come son o stati risanati i conti. Insomma i risultati di questo governo sono gli occhi di tutti, però poi c’è un centrodestra litigioso e questo è un problema”.
“È un problema che naturalmente comunque si risolverà. Ci siamo divisi alle provinciali, ci siamo divisi anche alle elezioni amministrative, magari pensando che sono fatticelli territoriali ma sbagliando. Passate le elezioni, dopo i ballottaggi faremo questo conclave di cui da qualche giorno si parla, che sarà utile a confrontarci e a compattarci per quelle che sono le più grandi battaglie ovvero le elezioni regionali, le elezioni politiche del 2027. Si troverà la quadra. Purtroppo gli incidenti di percorso in aula all’Ars ci sono da sempre in Sicilia perché sono collegati all’uso improprio del voto segreto che andrebbe abolito. Ma , a parte questo, sono convinto che dopo questi ballottaggi sapremo ritrovare la compattezza che ha sempre fatto forte il centrodestra”.
Sul piatto ci sono temi forti e che rischiano di diventare difficili da gestire come la finanziaria più ricca di sempre
“Qua non si tratta di una questione di temi. E’ una questione più politica perché possiamo ritrovarci dopo i ballottaggi attorno a un tavolo per mettere in piedi anche quattro o cinque riforme e poi magari non abbiamo risolto il nodo politico. Dobbiamo affrontare quello, magari dovuto alla scarsa interlocuzione. Quindi chiariamoci e poi nel momento in cui ci saremo chiariti potremo fare tutto quello che vogliamo”.






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