L’importanza del confronto tra esperienze e punti di vista differenti, con l’obiettivo di applicare concretamente le evidenze scientifiche alla pratica clinica, soprattutto nei casi più complessi, per migliorare gli outcome dei pazienti. E’ quanto emerso dalla quarta edizione internazionale di “New Challenges in Gastroenterology”, un appuntamento scientifico di alto profilo che ha riunito specialisti italiani e internazionali per un confronto diretto sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle nuove prospettive terapeutiche nel campo delle malattie gastrointestinali.
L’evento

Ambrogio Orlando organizzatore del convegno e primario di gastroenterologia malattie infiammatorie dell’Ospedale Villa Sofia
L’evento, coordinato da Ambrogio Orlando, direttore della Uosd Malattie Infiammatorie Croniche
dell’Intestino di Villa Sofia-Cervello, e da Fabio S. Macaluso, della stessa unità operativa nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra ricerca e pratica clinica e rappresenta un’importante occasione di aggiornamento professionale e di confronto scientifico per gastroenterologi, internisti, chirurghi,
oncologi e tutti i professionisti coinvolti nella gestione delle patologie gastrointestinali, provenienti da diverse discipline e realtà sanitarie.

Dott. Fabio Macaluso
“Il Congresso – spiega il dott. Fabio S. Macaluso – si è incentrato principalmente sulle innovazioni della gastroenterologia nel corso delle tre sessioni principali: quella riguardante il sanguinamento intestinale; quella sui tumori gastrointestinali; e quella sulle malattie rare difficili da gestire. Sono tutte patologie che hanno un notevole impatto socio-sanitario e dunque oggetto di un importante
approfondimento”.
Tra i relatori si sono alternati esperti nazionali e internazionali, tra cui Gerhard Bouma (Amsterdam), Nurulamin Noor (Cambridge, Regno Unito), Paolo Gionchetti (Bologna), Marco Daperno (Torino), Erika Martinelli (Napoli), insieme a numerosi specialisti provenienti da Palermo e da altri importanti centri italiani.
“Il confronto con i massimi esperti mondiali della gastroenterologia – ribadisce il dott. Macaluso – ha consentito ai partecipanti di valutare le esperienze professionali alla luce di una concreta messa in atto di tecniche cliniche innovative, ognuno di noi, alla fine dei lavori si porta a casa una serie di
visioni che poi metterà in pratica nella propria struttura lavorativa”.
Cosa è emerso
Dall’incontro è emerso il ruolo dell’UOSD MICI come punto di riferimento per la gastroenterologia siciliana e non solo, per la gestione dei casi complessi e per la capacità di promuovere confronto, aggiornamento e collaborazione.
Molto significativa anche la partecipazione di tantissimi specializzandi e giovani specialisti in gastroenterologia, sia in maniera attiva sia come discenti: hanno contribuito alla qualità del congresso e, allo stesso tempo, il congresso ha rappresentato per loro un’importante occasione di crescita professionale






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