Oggi Aretusacque assume le redini del servizio idrico integrato a Siracusa, ma l’orizzonte è già tracciato oltre il capoluogo: entro dodici mesi la società avrà il controllo dell’intera rete idrica provinciale, estendendo la propria gestione a tutti i comuni della provincia aretusea.
Gli investimenti
Lo stabilisce la Convenzione di Gestione sottoscritta il 19 dicembre 2025. Il subentro — che interessa immediatamente circa 115.000 abitanti del capoluogo — raccoglie il testimone da Siam, il gestore privato uscente il cui contratto era scaduto il 14 giugno. Un avvio non privo di attriti, per quello che si preannuncia come uno dei passaggi istituzionali più delicati degli ultimi anni nel Siracusano.
“Con l’affidamento trentennale la società gestirà un sistema infrastrutturale di rilevanti dimensioni,
comprendente circa 2.000 chilometri di rete idrica, 1.300 chilometri di rete fognaria e 166.000 utenze
idriche, per un totale di circa 390.000 abitanti serviti” spiegano dalla nuova società.. Gli investimenti previsti ammontano a 366 milioni di euro, finalizzati — si legge nella nota — “al miglioramento dell’efficienza delle reti, alla riduzione delle perdite idriche, al potenziamento delle infrastrutture esistenti” e “all’innovazione tecnologica dei sistemi di gestione.
Chi è Aretusacque
Aretusacque è una società a prevalenza pubblica: il 51% delle quote appartiene agli enti territoriali, il 41% ad Acea Siracusa S.r.l., società controllata da Acea S.p.A., primo operatore idrico nazionale. È quest’ultima a portare in dote know-how e capacità operativa, forte di oltre 80 anni di esperienza. In virtù della gara bandita dall’ATI idrico, la società gestirà il servizio per tutta la provincia per i prossimi trent’anni. Un contratto lungo come una generazione.
I nodi legali
Il passaggio di consegne porta con sé due fronti giudiziari aperti. Il primo riguarda il cosiddetto valore di subentro regolatorio: la cifra che il nuovo gestore deve corrispondere a quello uscente come rimborso per gli investimenti sulle infrastrutture non ancora ammortizzati. Siam reclama circa 21 milioni di euro e ha presentato ricorso al TAR contro le delibere dell’ATI, che ha calcolato cifre nettamente inferiori. Aretusacque si è costituita in giudizio per scongiurare che l’esito del contenzioso si riversi sulle tariffe dei cittadini.
Il secondo fronte è quello del depuratore di Augusta. Aretusacque e Acea Siracusa hanno impugnato il bando da oltre 50 milioni di euro emesso da Sogesid S.p.A., per conto del Commissario Unico per la Depurazione, relativo alla ristrutturazione della rete fognaria e del depuratore del Comune di Augusta. La tesi è netta: quell’opera, inserita nel Piano d’Ambito provinciale, spetterebbe di diritto al nuovo gestore unico. Il TAR di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso. La battaglia si è spostata al CGA, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, massimo organo della giustizia amministrativa siciliana.






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