Palermo perde un altro pezzo di servizi culturali essenziali. La storica Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, uno dei poli librari più importanti dell’intero Mezzogiorno d’Italia, sospende a tempo indeterminato le aperture pomeridiane. Una vera e propria doccia fredda per le decine di migliaia di studenti, ricercatori e professori universitari che ogni giorno affollano le sale dello storico complesso del Collegio Massimo dei Gesuiti. A denunciare il grave disservizio, definendolo l’ennesimo paradosso del sistema dei beni culturali nell’isola, sono i dirigenti sindacali del Cobas/Codir, Michele D’Amico e Simone Romano.
Porte sbarrate dopo pranzo: la cultura va a mezzo servizio
Dietro la serrata pomeridiana non ci sono lavori di ristrutturazione o scelte strategiche, ma il più classico dei mali siciliani: la cronica carenza di personale e i lacci della burocrazia. Secondo quanto emerso da una nota ufficiale a firma dello stesso Direttore della Biblioteca, gli uffici di via Vittorio Emanuele hanno tentato invano di attivare diverse procedure amministrative e atti di interpello nel tentativo di reperire addetti alla vigilanza, figure indispensabili per garantire l’apertura e la chiusura della struttura in piena sicurezza.
Senza l’autorizzazione formale per l’assegnazione di appena due unità di personale, l’unica soluzione percorribile per la direzione è stata quella di dimezzare l’orario di fruizione pubblica. Si tratta di un danno d’immagine e di un disservizio enorme per la città di Palermo, che arriva proprio alla vigilia della ripresa dell’anno accademico, ovvero nel momento in cui la richiesta di spazi per lo studio e la ricerca tocca i picchi più alti.
L’incastro burocratico dei contratti scaduti
A rendere la vicenda ancora più grottesca è il fatto che le risorse umane per scongiurare la chiusura pomeridiana ci sarebbero già. Il personale della Servizi Ausiliari Sicilia (SAS) — la società in house della Regione — si era infatti dichiarato pienamente disponibile a coprire i turni pomeridiani per mantenere fruibile il sito. Tutto è rimasto però bloccato da un invalicabile muro di carta: i vertici della SAS non possono autorizzare i propri lavoratori perché si attende ancora la firma sul rinnovo del contratto di servizio con il Dipartimento Beni Culturali, scaduto ormai dal lontano 31 dicembre 2025.
Un tesoro milionario sottratto alla collettività
I sindacati ricordano con forza che la Biblioteca Centrale non è un ufficio pubblico qualunque. Fondata nel 1782 da Ferdinando I di Borbone, custodisce oggi oltre un milione di volumi, manoscritti rarissimi, collezioni emeroteche uniche nel Meridione e persino un rifugio antiaereo sotterraneo risalente alla Seconda Guerra Mondiale che in passato ha attirato migliaia di visitatori durante le Giornate FAI, classificandosi al primo posto tra i siti più visitati.
Un patrimonio immenso che adesso rischia di rimanere parzialmente al buio e inaccessibile per metà giornata. “Vogliamo sperare che dopo questo nostro appello si possa sbloccare la situazione e che presto la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana possa rendersi accessibile anche di pomeriggio”, concludono D’Amico e Romano, chiedendo un intervento immediato ai vertici assessoriali per restituire alla comunità il diritto alla cultura.






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