Oggi il confronto sulla legalità e la presentazione del libro dell’ex ministro Giuliano Poletti, sabato il lavoro e le opportunità per restare in Sicilia, domenica le città del futuro e il reading teatrale di Ezio Mauro.

PALERMO. Stare insieme, condividere i rischi, dare forza a un progetto che una singola impresa farebbe fatica a sostenere. E trovare gli strumenti perché quel progetto diventi lavoro, reddito, possibilità di costruire il proprio futuro in Sicilia. È partita dal credito, ma ha tenuto al centro le persone, la prima giornata di MADRÈA – La cooperazione in festa, la manifestazione organizzata da Legacoop Sicilia che fino a domenica anima Villa Filippina, a Palermo. Un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi parte di una comunità e ragionare su come farla crescere, tenendo insieme responsabilità economica e legami sociali.

 


La cooperazione è il diritto che ha l’uomo di vivere una vita dignitosa” dice Filippo Parrino, presidente di Legacoop Sicilia. Una convinzione che attraversa anche il confronto sulla finanza: dietro l’accesso al credito ci sono imprese che vogliono investire, posti di lavoro da consolidare, giovani che cercano le condizioni per restare. Essere uniti e coesi significa anche questo: mettere in comune competenze e strumenti, accompagnarsi nelle difficoltà, dare continuità alle opportunità. Il dibattito Finanziare lo sviluppo, governare la crescita, moderato da Fabio Papa, ha messo a confronto istituzioni e protagonisti della finanza cooperativa. Per Gianluigi Granero, direttore di Legacoop, MADRÈA è un’”occasione di stare insieme, di ragionare di finanza per la crescita del sistema cooperativo” che, sottolinea, “in Sicilia cresce più della media delle altre imprese italiane”. Un percorso nel quale conta la qualità delle relazioni: “Lavorare in sinergia, condividere i rischi, aiuta la cooperazione a svilupparsi”, è il messaggio del presidente di Banca Etica, Aldo Soldi, che rivendica l’appartenenza al mondo cooperativo. 

Sul versante delle istituzioni, l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha richiamato i “150 milioni messi sul tavolo dalla Regione Siciliana”, soffermandosi sugli interventi per la decontribuzione delle giovani cooperative e sulle misure per l’acquisto della prima casa; e l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo ha ricordato le misure regionali “per accrescere la redditività delle imprese, dare gli strumenti ai giovani per fare impresa in Sicilia e soprattutto, restare qui”. Un rapporto che per il sindaco Roberto Lagalla deve proseguire nel tempo: “Abbiamo, come istituzione, il dovere di mantenere un confronto diretto con la cooperazione”. Anche per questo MADRÈA è “una festa di condivisione e prospettiva”.

 

Oggi (venerdì 11 settembre), il programma riparte alle 10 dal rapporto tra legalità, contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata e sviluppo dell’impresa cooperativa: un confronto tra magistrati, politici, avvocati. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini. Alle 15.30, MADRÈA parteciperà all’incontro organizzato dall’eurodeputato Giuseppe Lupo con Costas Kadis, commissario europeo per la Pesca e gli oceani, sul futuro delle comunità costiere, tra economia del mare, lavoro e sostenibilità. 

Spazio anche alla storia della cooperazione: l’ex ministro al Lavoro, Giuliano Poletti firma a quattro mani con Niccolò Guicciardini “Il Ministro con la falce. Storia di un impegno tra cooperazione e competizione”, lo presenterà alle 17.30 parlandone con Simone Gamberini, Emilio Miceli ed Emanuele Sanfilippo, in un incontro moderato dal giornalista Rai Claudio Reale. “Vengo da una famiglia di contadini della Bassa Romagna, eravamo sedici figli – ha raccontato Poletti – E io stesso ho fatto il contadino fino a vent’anni, imparando le cose più importanti della mia vita, poi sono passato al Partito Comunista: volete che la falce non mi appartenga? Non possiamo accontentarci della speranza che i giovani scelgano la terra, dobbiamo dare loro i mezzi per decidere”.  Terminato l’incarico da ministro, Giuliano Poletti è tornato al mondo cooperativo, si occupa anche di Intelligenza artificiale (da cui mette in guardia), osserva e giudica il nuovo Governo. “Il nostro è un Paese che si sta impoverendo, soprattutto nel ceto medio, hanno chiuso 500 mila negozi in Italia: questo governo tende a dividere, a separare. Non ci sono più alleanze nere, bianche, rosse e verdi, si tirano su muri per difendere quelli che hanno da quelli che non posseggono nulla”.  

 

 

Sabato (12 settembre) sarà il lavoro a guidare il confronto: Cooperare per lavorare. Il Manifesto del lavoro cooperativo in Sicilia affronterà le condizioni necessarie per offrire occupazione e prospettive a chi rischia di lasciare l’Isola. Intervengono Paolo Amenta, Alessandro Bellavista, Chiara Gribaudo, Alfio Mannino, Michele Schirru, Carmelo Traina e Antonio Zampiga. Conclude Simone Gamberini. 

Sabato e domenica, dalle 10 alle 20, Villa Filippina diventerà anche Agorà, la Città della Cooperazione, con prodotti delle cooperative agroalimentari, artigianato sociale e laboratori per bambini. Alle 17.30, Antonio Vassallo presenterà con Mario Azzolini Negli occhi di Giovanni. Storia di un ragazzo di Capaci, scritto con Fabrizio Silei. La sera è dedicata alla musica: stasera il concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, domani il jazz di Francesco Buzzurro (chitarra), Giuseppe Milici (armonica) e Daria Biancardi (voce). 

La seconda edizione di MADRÈA si chiuderà domenica (13 settembre) guardando alle città. Abitare il futuro: adattamento climatico, rigenerazione e nuovi spazi urbani porta dentro Villa Filippina una delle questioni destinate a cambiare più profondamente il nostro modo di vivere. Si confronteranno Masino Lombardo, Giovanna Barni, Maurizio Carta; Giampiero Cannella; Mario Cucinella (da remoto); Francesca Durighel, Alberto Firenze, Marco Ingrassia e Michele Sodano 

Domenica alle 21 si chiude con Addio alla Corona” reading teatrale dell’ex direttore di Repubblica e La Stampa, Ezio Mauro che analizza il crollo della dinastia sabauda dopo il Fascismo, le tensioni del voto e le divisioni di un Paese uscito dalla guerra.

 

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