La Sicilia potrebbe aumentare la sua pattuglia nel Governo nazionale. Con le nomine dei cinque nuovi sottosegretari che potrebbero arrivare nel Consiglio dei Ministri di questa mattina l’isola puntare a portare a quattro il numero dei suoi rappresentanti nell’esecutivo Meloni.

Il vicesindaco di Palermo ed il coordinatore di Noi Moderati

I nomi che circolano sono ormai abbastanza definiti: per Fratelli d’Italia entrerebbero Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, destinato alla Giustizia al posto di Andrea Delmastro, e Giampiero Cannella, vicesindaco di Palermo, che approderebbe alla Cultura. Per Forza Italia toccherebbe a Paolo Barelli, dimissionario da capogruppo azzurro alla Camera e presidente della Federazione italiana nuoto, ai Rapporti con il Parlamento. Per la Lega entrerebbe Mara Bizzotto, che sostituirebbe il collega leghista Massimo Bitonci al Mimit. E per Noi Moderati sarebbe Massimo Dell’Utri, coordinatore di Noi Moderati per la Sicilia ad aggiudicarsi la casella alla Farnesina, il ministero degli Esteri guidato da Antonio Tajani.

Il ruolo di Cannella

Due siciliani doc, quindi, tra i cinque possibili nuovi ingressi. Cannella e Dell’Utri rappresentano due anime diverse del centrodestra isolano, entrambe potenzialmente proiettate sul palcoscenico nazionale. Giampiero Cannella, palermitano, è figura di primo piano nell’amministrazione del capoluogo siciliano, dove affianca il sindaco Roberto Lagalla come vicesindaco. La sua possibile promozione alla Cultura sarebbe un segnale preciso: un riconoscimento al radicamento territoriale di FdI in Sicilia e, al tempo stesso, un investimento su un profilo che conosce bene le dinamiche del patrimonio culturale e del turismo in una regione che di cultura vive in larga parte.

Il ruolo di Noi Moderati

Massimo Dell’Utri, avvocato palermitano e coordinatore regionale di Noi Moderati in Sicilia, andrebbe invece alla Farnesina. La sua eventuale nomina premierebbe il partito di Maurizio Lupi e di Saverio Romano che rivendicherebbe così la casella lasciata vacante da Giorgio Silli, passato alla guida dell’Iila, l’Organizzazione italo-latino americana. Una scelta che avrebbe anche una valenza geografica: sia Meloni che lo stesso Tajani avevano indicato la necessità di rafforzare la presenza meridionale nell’esecutivo.

Gli altri siciliani

Con questi due possibili nuovi ingressi, la Sicilia salirebbe a quattro rappresentanti nel governo. Gli altri due sono volti già noti. Matilde Siracusano, deputata messinese di Forza Italia, è sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento. E poi c’è Giovanbattista Fazzolari, considerato uno degli uomini più fidati di Giorgia Meloni: Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’attuazione del programma di governo, è di fatto uno dei centri nevralgici dell’intero esecutivo.

Nel quadro più ampio delle nomine di giornata, si avvierebbe a conclusione anche la vicenda legata a Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata uscente di Terna. Dopo l’ultimatum della premier — scegliere tra buonuscita e presidenza dell’Eni — Di Foggia avrebbe optato per rinunciare alla severance da circa sette milioni di euro, aprendo la strada alla sua possibile successione a Giuseppe Zafarana alla guida del Cane a sei zampe.

Resta invece ancora aperto il nodo della presidenza della Consob dopo l’uscita di Paolo Savona. La Lega continua a spingere per Federico Freni, attuale sottosegretario al Mef, ma Forza Italia sarebbe contraria e a Palazzo Chigi si ragiona sul suo potenziale conflitto di interesse, essendo stato l’estensore della riforma del Testo unico della Finanza. Una partita ancora tutta da giocare.