Due cittadini tunisini sono stati fermati a Lampedusa con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Il provvedimento è stato eseguito il 18 settembre dalla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera, su disposizione della Procura di Agrigento, al termine di un’attività investigativa. Secondo gli inquirenti, i due sarebbero il comandante e un componente dell’equipaggio di un peschereccio battente bandiera tunisina.
Di cosa sono accusati
Stando agli elementi raccolti, i due indagati avrebbero trasportato dalla Tunisia a Lampedusa 10 migranti, dietro il pagamento di 10 mila dinari tunisini, con l’obiettivo di farli entrare illegalmente in Italia. L’accusa è aggravata, tra l’altro, dal numero di persone trasportate e dal presunto fine di profitto.
Nell’operazione, coordinata dalla Procura di Agrigento, sono intervenuti la Squadra Mobile di Agrigento, il Servizio Centrale Operativo e il Sisco di Palermo, insieme alla Guardia di Finanza e alla Guardia Costiera.
Come sono partite le indagini
Gli accertamenti sono scattati il 16 settembre. Quel giorno cinque migranti, alla vista di una motovedetta della Guardia Costiera, si sono gettati in mare dal peschereccio e sono stati soccorsi. Altri migranti che si trovavano a bordo sono stati successivamente rintracciati sull’isola.
Il motopesca è stato intercettato da due unità navali della Guardia di Finanza e da una vedetta della Guardia Costiera, quindi condotto in porto per gli accertamenti. I due indagati sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Agrigento.
Le indagini sono tuttora in corso e la responsabilità penale degli indagati non è stata accertata in via definitiva.






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