L’emozione arriva a scoppio ritardato, o forse non se n’era mai andata, superando persino i cortocircuiti tecnici e le polemiche. A pochi giorni dalla messa in onda su Rai 1 del film TV “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, affida ai social un ricordo intimo e commosso del missionario laico che ha cambiato la storia degli ultimi a Palermo.

Un post che unisce la sfera personale a quella politica, ma che riaccende inevitabilmente i riflettori su una serata, quella dell’anteprima nazionale al Teatro Massimo, che ha vissuto momenti di fortissima tensione e imbarazzo istituzionale.

Il post di Schifani: “Caro Biagio, la tua voce mi accompagna”

“Guardando il film dedicato a fratel Biagio, mi sono commosso”, esordisce il governatore, ripensando agli incontri con il fondatore della Missione Speranza e Carità. Il passaggio più toccante è il ricordo degli ultimi istanti di vita del missionario: “Ho vissuto l’ultima volta che gli fui accanto, poco prima che ci lasciasse. “Presidente, mi raccomando gli ultimi”, mi disse. Ancora oggi quelle parole mi emozionano. Sono il testamento che mi ha affidato e una responsabilità che porto con me”.

Schifani rivendica anche la scelta politica dell’Ars e di Palazzo d’Orléans: “Anche per custodire e far conoscere il suo esempio, la Regione Siciliana ha voluto con convinzione finanziare questo film”. Un finanziamento che, prima di concretizzarsi nell’opera diretta da Costanza Quatriglio, aveva vissuto non pochi scossoni nei corridoi della politica regionale.

Il precedente: la “figuraccia” tecnica al Teatro Massimo

Le parole cariche di sentimento del presidente arrivano dopo i fatti dello scorso 5 ottobre, quando il Massimo ha ospitato la grande anteprima della pellicola (prodotta da Anele con Rai Fiction). Una serata che doveva essere un trionfo, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dello stesso Schifani, del sindaco Roberto Lagalla e delle massime autorità.

La proiezione, però, si è trasformata in quello che i presenti hanno definito un vero e proprio “pasticcio” tecnico. Per ben due volte la pellicola si è interrotta a causa di un blackout tecnico della cabina di proiezione, scatenando il panico tra lo staff e l’imbarazzo generale. A nulla sono valsi i tentativi disperati dei tecnici di riavviare il sistema, né l’intervento sul palco dell’attore protagonista Alessio Vassallo, che ha provato con generosità a intrattenere il pubblico presente in sala per stemperare la tensione.

Dopo il secondo stop forzato, a poco più di metà film, è arrivata la resa: proiezione definitivamente interrotta, luci accese e scorta presidenziale che ha dovuto scortare fuori il Presidente Mattarella alle 19:30 in punto. Una vicenda su cui la Fondazione Teatro Massimo ha dovuto persino avviare un’inchiesta interna per accertare le cause del guasto.

La forza del messaggio oltre i guasti tecnici

Se l’anteprima si è chiusa tra i rimpianti e i corridoi vuoti di un teatro prestigioso rimasto al buio, il passaggio televisivo su Rai 1 ha restituito alla Sicilia la potenza del messaggio di Biagio Conte. E il post di Schifani ne è la prova: i problemi tecnici passano in secondo piano di fronte all’eredità morale di un uomo capace di dare tutto a chi non aveva nulla. Un’eredità che la politica, adesso, promette di non dimenticare.