Un’ora di dichiarazioni spontanee, con molte pagine dell’ordinanza e delle intercettazioni ripercorse una per una. È la linea scelta da Concetta Carbone, ai domiciliari per l’inchiesta Nexus, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Antonella Coniglio. A ricostruirla è la sua difensore, l’avvocata Sofia Amoddio, secondo cui l’ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa ha respinto ogni addebito.

Le accuse

La Procura europea le contesta associazione per delinquere e corruzione. Secondo l’accusa, Carbone avrebbe favorito un canale preferenziale per le imprese riconducibili ai Boscarino negli affidamenti pubblici, tra cui l’ampliamento dell’ostello di Cassibile, in cambio di 10 mila euro, contestati nel capo B dell’ordinanza del 12 ottobre. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.

La difesa: mai firmato atti di gara

Carbone, riferisce la legale, ha spiegato di non aver mai firmato atti di gara, contratti o pagamenti: tutti gli atti di gestione, ha detto, non spettavano a lei. Si sarebbe occupata solo del progetto dell’ostello di Cassibile, nato per dare un tetto a circa 200 migranti, un intervento del Ministero dell’Interno che il Viminale seguiva con attenzione. Un progetto già avviato, che aveva ereditato da assessora da Rita Gentile e che avrebbe continuato a seguire anche quando non era più assessora, a tutela della collettività. Per la difesa, seguirlo ha significato verificare l’avanzamento dei lavori e tenere i rapporti con il Ministero.

“Per il ministero era tutto ok”

A questo proposito l’avvocata cita una conversazione presente nell’ordinanza, in cui la revisora del Ministero, Pendolino, a fronte delle irregolarità contestate avrebbe detto che era tutto a posto e che con le economie realizzate, circa 300 mila euro secondo la difesa, si potevano fare altre opere.

Mai preso soldi

Sull’accusa di aver incassato denaro, Carbone ha negato di aver mai preso i 10 mila euro. Secondo Amoddio, nessun passaggio dell’ordinanza prova che abbia dato o ricevuto denaro. La difesa porta a sostegno le intercettazioni: in alcune Strazzulla, parlando con altri, si lamenterebbe del fatto che in due anni e mezzo il Comune non avrebbe fatto nulla per loro. Carbone, in un’altra conversazione, direbbe di non aver avuto niente e di non averne ricavato nulla. Per la difesa non si sarebbe quindi concretizzata alcuna corruzione.

I rapporti con Strazzulla

Quanto ai rapporti con il carabiniere Salvatore Strazzulla, indicato dall’accusa come promotore del gruppo, Carbone avrebbe parlato di un’amicizia: Strazzulla era un amico che andava a trovarla e raccontava quello che voleva, ma lei non avrebbe mai partecipato a illeciti. Dal 3 ottobre, ha riferito, non ha più visto né lui né alcuno degli altri indagati, nemmeno per strada.

Carbone, attraverso il suo legale, si è dimessa dalle cariche di vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa e di consigliere. L’avvocata precisa che le dimissioni sono arrivate prima della sospensione disposta dal prefetto per effetto della legge Severino. Secondo quanto riferito da Amoddio, il 14 ottobre Carbone ha ricevuto la notifica dell’ordinanza. Il 15, davanti alla legale, avrebbe firmato la volontà di dimettersi. Amoddio l’ha depositata al gip il 16: Procura europea e gip, spiega, hanno autorizzato il ricevimento e l’autentica della firma. Per la difesa le dimissioni sono quindi precedenti alla sospensione di diritto disposta dal prefetto.

Nessuna richiesta di revoca dei domiciliari: resta ai domiciliari

Sul piano cautelare, la difesa non ha chiesto la revoca della misura al gip e annuncia istanza al Tribunale del Riesame di Catania ma per ora Carbone resta ai domiciliari.

Il presidente del Consiglio comunale

Sul fronte del Consiglio comunale, il presidente Alessandro Di Mauro conferma ciò che gli è arrivato: “È arrivata questa pec da parte dell’avvocato. “Con le dimissioni, Nicolò Saetta, primo dei non eletti della lista Francesco Italia sindaco, subentra in modo definitivo. Di Mauro ha annunciato anche le dimissioni del consigliere del Mpa Bonafede, per motivi personali che, precisa, nulla hanno a che vedere con l’inchiesta. Al suo posto entrerà Antonino Bianca, di Grande Sicilia.