Il Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, la più antica istituzione museale pubblica della Sicilia fondata nel 1814, torna finalmente a essere fruibile nella sua interezza. Dopo un lunghissimo e articolato cantiere di restauro e riallestimento museografico durato ben 17 anni, gli spazi dell’ex convento dei Padri Filippini all’Olivella riaprono definitivamente le porte del primo e del secondo piano.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, e del direttore del museo, Giuseppe Parello.
A rendere storico l’appuntamento è un’eccezionale sorpresa per il mondo scientifico e per i visitatori: l’esposizione, per la prima volta in assoluto, di un carro cerimoniale proveniente dalla Casa di Sallustio a Pompei (I sec. d.C.). Il reperto, giunto a Palermo nell’800 con le donazioni borboniche, è rimasto a lungo nei depositi ed è il “gemello” di quello celeberrimo ritrovato nel 2021 a Civita Giuliana. La sua identificazione si deve al meticoloso lavoro di studio condotto da un team di sei archeologhe dello stesso museo palermitano.
Un’attesa lunga 17 anni: i dettagli del cantiere
La restituzione totale del Salinas rappresenta un traguardo epocale per la Sicilia. Il complesso percorso del “Cantiere Salinas” ha preso il via lontano, nel 2009, sfruttando circa 16 milioni di euro di fondi europei Por 2000-2006 per il restauro strutturale. Nel 2016 era stato restituito il piano terra con la sua Agorà e i reperti dei più antichi scavi dell’Isola.
La svolta per i piani superiori è arrivata nel 2022 grazie a 2,8 milioni di euro dei Fondi Sviluppo e Coesione (Patto per il Sud), seguiti tra il 2024 e il 2026 da ulteriori 270 mila euro stanziati dal dipartimento regionale dei Beni culturali per gli adeguamenti antincendio e di sicurezza. «La riapertura completa è un risultato atteso da tempo al quale il mio governo ha contribuito sostenendo gli interventi necessari a riportare in mostra collezioni rimaste per anni nei depositi», ha sottolineato il governatore Renato Schifani.
“Continueremo a investire nei nostri musei, convinti che la cultura debba avere un ruolo sempre più forte nello sviluppo della Sicilia”.
Entusiasta anche l’assessore Scarpinato: “A diciassette anni dall’avvio dei lavori e a dieci dalla riapertura del piano terra, restituiamo i tre piani del Salinas. Palermo ritrova così uno dei suoi più importanti attrattori culturali”.
Lagalla: “Un investimento sul futuro di Palermo”
All’appello della politica non sono mancate le parole del primo cittadino di Palermo, Roberto Lagalla, che ha applaudito la sinergia istituzionale che ha permesso il raggiungimento dell’obiettivo: “L’opening dei due piani del museo è una notizia importante per Palermo e per tutta la Sicilia. Desidero complimentarmi con la Regione Siciliana e con l’Assessorato regionale ai Beni culturali per aver portato a compimento un percorso lungo e complesso, restituendo alla città uno dei suoi luoghi più preziosi, custode di una storia millenaria e di collezioni di straordinario valore”.
Per il sindaco, il polo di Piazza Olivella rappresenta un pilastro del rilancio turistico del centro storico: “Il “Salinas” non è soltanto un museo, ma un pezzo dell’identità di Palermo e un patrimonio che appartiene all’intera comunità. La riapertura di tutti i suoi spazi rappresenta un’opportunità per rafforzare l’attrattività culturale e turistica della città, richiamare studiosi e visitatori da tutto il mondo e rendere ancora più ricco il percorso culturale del nostro centro storico. È un risultato che conferma quanto investire nella tutela e nella valorizzazione dei nostri beni culturali significhi investire nel futuro di Palermo”.
Il percorso espositivo: dai sarcofagi etruschi ai graffiti dell’Addaura
Il nuovo allestimento copre quasi 5 mila metri quadrati e offre un viaggio immersivo nella storia del Mediterraneo.
- Il Primo Piano: Custodisce i “gioielli di famiglia” e le storiche collezioni dell’800. Oltre al già citato carro di Pompei, spiccano le meraviglie della Collezione Casuccini (la più importante raccolta di arte etrusca fuori dalla Toscana, acquistata nel 1866), i reperti egizi, le Wunderkammer dei Gesuiti, una sezione di oreficeria antica e collezioni numismatiche in gran parte inedite.
- Il… Secondo Piano: È interamente dedicato all’archeologia della Sicilia occidentale e di Palermo, con i risultati degli scavi del Novecento mai esposti prima. Tra i pezzi forti, una riproduzione dei celebri graffiti della Grotta dell’Addaura (risalenti a 16.000 anni fa e oggi inaccessibili al pubblico), ceramiche arabo-normanne e reperti di età tardo-antica e medievale.
Il percorso si conclude nella spettacolare Sala dei Mosaici, sormontata da un aereo tetto di cristallo che inonda di luce naturale le opere d’arte.
Un museo inclusivo “Design for All”
Sotto la direzione dell’architetto Giuseppe Parello, il Salinas non si limita a mostrare il passato ma guarda al futuro dell’accessibilità. Il museo ha infatti implementato il progetto “Design for All”.
“Un intervento che coniuga il rispetto per l’architettura storica con una rinnovata attenzione alla fruizione delle collezioni”, spiega il direttore Parello. “Vogliamo un museo inclusivo, capace di accogliere ogni visitatore indipendentemente da età, abilità o competenze linguistiche. Il Salinas deve essere un luogo di meraviglia aperto a tutti”.



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