Boccata d’ossigeno per le casse di Rap. Come preannunciato qualche giorno fa dall’assessore all’Ambiente Pietro Alongi, il Comune di Palermo ha provveduto alla liquidazione e, di conseguenza, al pagamento di 21 milioni di euro dovuti all’azienda di piazzetta Cairoli “per gli interventi di trattamento e smaltimento del percolato proveniente dalle vasche esaurite della discarica di Bellolampo“. A stabilirlo è la determina 704 del 18 gennaio 2024, firmata dal Rup Roberto Giaconia e dal dirigente del Settore Ambiente Ferdinando Ania. Risorse che potenzieranno la liquidità finanziaria dell’azienda, anche se la strada per uscire dalla crisi è ancora lunga.
Una somma dovuta, come sopra ricordato, per la gestione delle vasche esauste della discarica di Bellolampo, nonchè per il trasporto dei rifiuti da Palermo verso altri impianti a causa della saturazione della VI vasca. La cifra copre dodici fatture per un totale complessivo di poco superiore ai 21 milioni di euro. Di questi, 19,2 milioni andranno nelle casse di Rap, mentre 1,9 milioni di euro verranno versati nei confronti dell’Erario per IVA. Un importo a cui l’Amministrazione farà fronte per 800.000 euro con residuo passivo a bilancio e per 20,3 milioni attraverso la variazione di bilancio approvata a novembre.
Il lungo iter per il riconoscimento degli extracosti
L’iter è iniziato addirittura a settembre 2022, ovvero quando il Comune di Palermo ha scritto la parola fine sulla transazione con l’ex Curatela Amia. Un accordo nel quale rientrava anche il passaggio della gestione di alcune aree presenti all’interno della discarica di Bellolampo. Pacchetto nel quale rientravano i terreni di alcune vasche esauste. La manovra ha permesso di far fronte ai ritardi nella consegna della prima tranche della settima vasca. Ciò attraverso il ricorso agli abbancamenti in IV e in III vasca bis. Da allora però, Rap ha vantato un credito oneroso nei confronti dell’Amministrazione.
Ad agosto 2023 c’è stata la presa d’atto dell’Ufficio Controllo Analogo da allegare al rendiconto 2022. Un mese dopo, è arrivato il parere favorevole del Collegio dei Revisori. Fatto dal quale è scaturita la richiesta al Capo Area del Patrimonio e ai dirigenti del Servizio Ambiente di ottemperare a quanto previsto. Il tassello mancante è stato posto l’11 novembre, ovvero quando il Consiglio Comunale vara la variazione di bilancio necessaria al pagamento del quantum dovuto. Da allora però si è registrato un certo stallo sulla questione, tanto da far spazientare le organizzazioni sindacali di Rap. A rompere gli indugi ci hanno pensato gli uffici della società Partecipata. Il 16 gennaio 2024 infatti, gli uffici di Rap sono tornati a scrivere al Comune, rappresentando che “il mancato pagamento dell’importo ‘compromette anche il buon esito del Piano di risanamento societario’ e – aggiunge l’azienda – ‘rende inoltre la sottoscritta società inadempiente nei confronti dei suoi fornitori, con aggravamento di costi anche per spese legali’”. A scrivere la parola fine è arrivato il pagamento della somma, la quale sarebbe già stata corrisposta nelle casse di piazzetta Cairoli.






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