Il Tar di Palermo ha commissariato la Prefettura di Agrigento per la concessione di una licenza per porto d’armi ad uso caccia. La vicenda riguarda un uomo di 62 anni dell’agrigentino che ha presentato una istanza per il rinnovo della licenza che deteneva da 12 anni. L’istanza, tuttavia, veniva respinta, prima, con decreto del Questore di Agrigento e, successivamente, a seguito di ricorso gerarchico, con decreto del Prefetto della Provincia di Agrigento.

E’ stato proposto ricorso nel 2015, dinanzi al Tar Sicilia con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino. Nelle more del giudizio, era giunto il divieto, da parte del Prefetto della Provincia di Agrigento, di detenzione di armi e relativo munizionamento per le stesse ragioni poste a sostegno del precedente diniego all’istanza di rinnovo del porto di fucile per uso caccia. Anche a questo provvedimento è stato fatto ricorso.

Con sentenza del 30 aprile 2019, il Tar Sicilia Palermo – Sezione I, riuniti i due ricorsi li ha accolti annullando i provvedimenti impugnati. La sentenza però non è stata eseguita dal Prefetto, non provvedendo al rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia. A questo punto l’uomo, nuovamente difeso dai legali Girolamo Rubino e Daniele Piazza, agiva in giudizio, questa volta, per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla precedente pronuncia resa dal Tar. Con il medesimo ricorso, inoltre, i legali chiedevano la nomina di un commissario ad acta, chiamato a sostituirsi all’Amministrazione in caso di ulteriore inerzia, oltre alla fissazione di una somma di denaro, per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione della suddetta sentenza.

Il Tar lo ha accolto, dichiarando, per l’effetto, l’obbligo dell’amministrazione resistente di adottare ogni atto necessario per dare corretta esecuzione alla sentenza precedentemente resa dal medesimo Tribunale Amministrativo Regionale. Con lo stesso provvedimento, inoltre, i giudici amministrativi, accogliendo integralmente le difese prospettate dai difensori Rubino e Piazza, hanno nominato, quale Commissario ad Acta, il Prefetto di Palermo per l’espletamento di tutti gli adempimenti necessari all’esecuzione della sentenza nel caso di ulteriore inerzia da parte dell’Amministrazione prefettizia di Agrigento, condannata al contempo al pagamento delle spese processuali.

E’ stata anche accolta la domanda, presentata dai legali Rubino e Piazza, di fissazione di una somma di denaro dovuta dall’Amministrazione, a titolo di penalità di mora, per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato. Dunque, per effetto della sentenza resa dal Tar, l’uomo potrà finalmente conseguire l’agognato e legittimo rinnovo della licenza di porto di armi per uso caccia dallo stesso richiesto mentre la Prefettura di Agrigento pagherà le spese giudiziali.