A la guerre comme a la guerre ovvero ogni situazione va accettata per ciò che essa è, e bisogna contentarsi delle risorse che sono offerte dalle circostanze. Ma non sempre è così, specialmente se le risorse offerte non servono a niente. Ed è proprio quello che è accaduto ad alcuni alunni di Sciacca che si sono visti portare a casa un tablet per la didattica a distanza, salvo poi scoprire non solo che si tratta di uno strumento già usato con una tecnologia vecchia di sei anni, cosa questa che si potrebbe anche tollerare in un momento di emergenza e in assenza di altri strumenti, ma soprattutto che il tablet in questione non è abilitato a scaricare i programmi per le video lezioni proprio perché la sua tecnologia è obsoleta e non supporta le app utilizzate per la didattica a distanza

Eppure le informazioni diffuse a partire dallo scorso 9 aprile parlavano chiaro. Si diceva che che in questi giorni si sta andando nelle case degli alunni a consegnare uno strumento tecnologico di fondamentale importanza per la didattica, per garantire a tutti il diritto allo studio con supporti moderni e più efficienti. Sono tablet dati in comodato d’uso che le scuole hanno potuto acquistare con i fondi del Ministero dell’Istruzione.

Beh, il supporto moderno ed efficiente non si è visto. I tablet sono stati consegnati, ma c’è un piccolo problema che coinvolge ad esempio gli alunni della scuola elementare San Giovanni Bosco di via brigadiere Nastasi. 5 su 5 dei tablet consegnati agli alunni della quinta classe e che dovevano servire per la didattica a distanza non servono a niente. E così anche in altre classi. Sono Pc datati 2014, non hanno il sistema operativo aggiornato e quindi non scaricano le app che dovrebbero servire per il collegamento della classe con l’insegnante per la fantomatica didattica a distanza.

Insomma, sono stati consegnati tablet e gli alunni continuano a fare le video lezioni col telefonino di mamma e papà. Forse sarebbe stato meglio, prima di consegnare i tablet, provare se erano utili e utilizzabili.