Pubblicato l’avviso di gara per l’affidamento in concessione e la gestione delle Terme di Sciacca. Il documento è stato predisposto dall’assessorato regionale dell’Economia d’intesa con il Comune saccense.

Il via libera al bando è arrivato al termine di un lungo percorso che ha visto la Regione Siciliana confrontarsi sia con l’amministrazione locale, sia con i soggetti territoriali e istituzionali interessati.

L’ampio coinvolgimento voluto dal governo Musumeci ha condotto all’elaborazione di un bando il cui obiettivo è quello di riaprire e valorizzare il complesso termale e idrominerale della città agrigentina, affinché torni ad essere un attrattore turistico fondamentale per l’intero territorio.

Con l’avviso, vengono dettate le linee per l’individuazione dei soggetti potenzialmente interessati e con le caratteristiche adeguate per un affidamento subordinato alla ristrutturazione, al rilancio e alla gestione dello stabilimento termale.

Gli immobili individuati e disponibili sono lo stabilimento Nuove Terme; l’ex convento di San Francesco; il Grande albergo San Calogero; lo stabilimento Vecchie Terme; le piscine Molinelli; il Parco delle Terme, il centro accumulo e smistamento delle acque e le piscine sulfuree coperte.

L’ex convento San Francesco è stato inserito tra i beni oggetto dell’avviso di concessione con l’intesa tra Regione e Comune di Sciacca che ne venga garantito l’uso condiviso tramite un’apposita convenzione. Il Grande albergo San Calogero è inserito ad eccezione dell’ultimo piano con annessa terrazza nel quale insiste l’Antiquarium, con ingresso autonomo, in uso al Parco Valle dei Templi di Agrigento. Il Parco delle Terme rimane in concessione all’amministrazione comunale locale che ne garantirà la pubblica fruizione, la pulizia, la manutenzione e la vigilanza, e l’utilizzo condiviso con il concessionario.

“Abbiamo mantenuto l’impegno – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – di far rinascere le Terme di Sciacca. Ci siamo confrontati con tutte le realtà interessate per arrivare a una scelta condivisa che garantisse l’elaborazione di una proposta che fosse equilibrata tra l’interesse dei potenziali investitori e le istituzioni. Il nostro obiettivo è quello di attivare un’offerta che metta insieme le tradizionali mete turistiche con una rete di centri d’eccellenza per le cure termali e il benessere fisico. Un modo per ampliare e destagionalizzare i flussi di visitatori che scelgono la nostra Isola”.

Insieme al complesso di Acireale, l’impianto di Sciacca, anch’esso chiuso come quello acese dal 2015, è un elemento costitutivo del nuovo Programma di sviluppo del turismo termale in Sicilia così come disposto da una legge regionale. Precondizione necessaria per la partecipazione è il possesso dei requisiti adeguati di capacità economica-finanziaria e tecnica commisurata al tipo di progetto e investimento dagli stessi proposto.

Gli interessati dovranno anche dimostrare di possedere adeguata esperienza nel settore turistico-termale e di avere realizzato nel settore negli ultimi 10 anni investimenti per un importo almeno pari a quello previsto dal progetto proposto.

Gli operatori economici interessati dovranno presentare un progetto di attività turistico-termale, di recupero, di ristrutturazione, di valorizzazione e di gestione del complesso immobiliare, che deve comprendere anche la progettazione e la realizzazione delle opere a tal fine necessarie.

La durata della concessione sarà determinata sulla base del progetto selezionato e non potrà essere comunque superiore ad anni 30. Il canone annuo di concessione dovrà essere comunque superiore a 130mila euro.

Per i primi tre anni, a titolo di compensazione per le spese sostenute per la realizzazione del progetto, il complesso potrà essere gestito a titolo gratuito, cioè senza il pagamento del canone di locazione.

Alla scadenza del triennio, certificato il rispetto dei tempi previsti per la realizzazione del progetto, l’amministrazione stabilirà la misura del canone tramite valutazione dell’agenzia delle Entrate ovvero dell’ufficio del Genio civile territorialmente competente.