Sono 13 i cadaveri recuperati dai soccorritori in seguito al naufragio della notte scorsa a Lampedusa (Ag). Le vittime accertate sono tutte donne. Intanto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, è arrivato sull’isola. Sarà lui a coordinare le operazioni investigative. Sulle salme recuperate è stata effettuata una ispezione cadaverica – esterna – alla presenza anche del magistrato. La Procura di Agrigento ha già aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio e omicidio plurimo.
Il recupero è avvenuto in varie fasi fra la notte e la giornata. Ai primi due corpi rinvenuti nell’immediatezza dei soccorsi se ne sono aggiunti altri sette recuperati questa mattina recuperati da due motovedette della Guardia Costiera, dopo essere stati avvistati da un elicottero della stessa Guardia Costiera impegnato nell’attività di ricerca. A fine mattina il recupero di altri 4 corpi sempre femminili. L’attività di ricerca dei dispersi dopo il  nuovo naufragio  prosegue.

A rendere ancora più drammatica la tragedia la notizia che ci sarebbe anche 8 bambini tra i dispersi. Secondo quanto si apprende, lo hanno raccontato i sopravvissuti agli uomini della Guardia costiera e della Guardia di Finanza che li hanno soccorsi. A bordo del barchino in legno c’erano in maggioranza tunisini e subsahariani.

Fra i dispersi, mancherebbero all’appello 15 persone circa, ci sarebbe anche una donna con la sua bambina di appena 8 mesi. A raccontarlo, all’hotspot di contrada Imbriacola dove è stata portata, è la sorella più grande e zia delle vittime. La sopravvissuta è stata salvata, stanotte, assieme ad altre 21 persone, subito dopo che il barchino si è ribaltato a circa 6 miglia da Lampedusa. La donna racconta e chiede, in continuazione, notizie della sorella e della nipotina.

Nelle operazioni di soccorso sono impegnati, oltre alle unità navali della Guardia costiera e della Guardia di finanza, anche un elicottero delle Fiamme gialle che sta sorvolando la zona del disastro, a meno di un miglio dalla costa

Questa la ricostruzione dell’avvenuto fatta dalla Guardia Costiera: “nella tarda serata di domenica 6 ottobre la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma riceveva diverse segnalazioni dal CUR di Palermo (Centro Unico di Risposta) riguardanti un barchino con circa 50 migranti che riferivano di essere nei pressi dell’isola di Lampedusa.
Acquisite le prime informazioni sono state avviate, sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Palermo, le attività di ricerca in mare con l’impiego di una motovedetta Classe 300 della Guardia Costiera di Lampedusa e di un’unità della Guardia di Finanza che si trovava già in zona in attività di pattugliamento.  Intorno a 00:15 la motovedetta della Guardia Costiera, intenta nell’attività di ricerca, avvistava a 6 miglia dall’isola di Lampedusa il barchino sovraccarico e già sbandato e dopo qualche minuto giungeva anche l’unità della Guardia di Finanza.
Al fine di procedere alle operazioni di trasbordo le unità navali si avvicinavano al barchino ma le condizioni meteomarine avverse e lo spostamento repentino dei migranti provocavano il ribaltamento dell’unità. L’immediato intervento delle motovedette e l’impiego del soccorritore marittimo della Guardia Costiera ha consentito di trarre in salvo 22 dei migranti caduti in mare, di cui 18 da parte dell’unità della Guardia Costiera e 4 dalla motovedetta della Guardia di Finanza. Due i corpi senza vita finora recuperati. Attualmente sono in corso le ricerche dei dispersi con l’impiego di unità aeronavali della Guardia Costiera e con una motovedetta della Guardia di Finanza”.​

Il naufragio della notte scorsa a Lampedusa è avvenuto poco dopo la manifestazione che si è svolta sull’isola giovedì scorso per ricordare le 366 vittime della strage del 3 ottobre del 2013, avvenuta anche in quel caso a un miglio dalla costa. Una delle tragedie del mare più gravi del Mediterraneo.

Una folla di cittadini, rappresentanti di associazioni, forze istituzioni, ma soprattutto circa 500 studenti provenienti da scuole ed istituti italiani ed europei aveva dato vita a un corteo che dopo avere attraversato le strade del paese si era concluso davanti alla Porta d’Europa. Subito dopo una cerimonia di commemorazione si era svolta in mare, sul luogo del disastro, alla presenza di alcuni superstiti del naufragio. Manifestazioni analoghe si erano svolte in altre 29 città europee, nell’ambito del progetto “Snapshots from the Borders” del quale il Comune di Lampedusa è capofila.

(foto repertorio)