“Un detenuto, 20 anni, ha tentato giovedì sera il suicidio nella propria cella, impiccandosi alle sbarre della finestra con un lenzuolo, ma per fortuna è stato salvato dal tempestivo intervento del poliziotto penitenziario di servizio nel carcere di Agrigento”.

Lo rende noto Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe, un sindacato della Polizia Penitenziaria. “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il nostro ringraziamento per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto – aggiunge -. E’ evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri”.

“Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma – osserva- il suicidio e il tentato suicidio di un detenuto rappresentano un forte stress per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

Le carceri siciliane sono da tempo al centro di vari eventi drammatici che vanno da suicidi e tentati suicidi alle aggressioni agli agenti di Polizia Penitenziaria. Appena due settimane fa un detenuto del carcere di Cavadonna, a Siracusa, ha lanciato dell’olio caldo contro un agente di Polizia penitenziaria. Un episodio avvenuto nei giorni precedenti ma emerso solo a fine giugno. Le condizioni della vittima sono buone perché è riuscita a girarsi in tempo,  evitando di essere centrata in pieno volto.

E proprio il 26 giugno scorso, i sindacati della Polizia penitenziaria hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al carcere di Augusta per le condizioni di lavoro, costellate da “turni massacranti” assicurano Spp, Fns Cisl, Sippe-Sinappe e Cnpp.  Secondo i rappresentati sindacali, “il protocollo d’intesa locale disciplina un’organizzazione del lavoro che viola il contratto delle forze di Polizia e l’accordo nazionale quadro. Inoltre, questo accordo doveva essere concluso con il consenso del maggior numero possibile delle organizzazione interessate, cosa che non è avvenuta” e nelle settimane scorse avevano preannunciato l’ipotesi di presentare un esposto in Procura.