Non dovranno pagare sanzioni i proprietari di un immobile che ricade dentro la zona B della Valle dei Templi ad Agrigento costruita prima del 1985.

La Regione siciliana aveva presentato appello contro la decisione del Tar di Palermo

Il presidente del Cga con decreto ha dichiarato estinto il giudizio di appello e confermato la sentenza di primo grado del Tar di Palermo che aveva accolto le tesi degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò. Il giudice amministrativo di appello ha preso atto alla rinuncia della Regione Siciliana che aveva presentato appello contro la decisione del Tar di Palermo che aveva dato ragione ai due proprietari.

L’apposizione del vincolo paesaggistico nel 1985

La decisione arrivata dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha confermato la costituzionalità della normativa regionale che limita l’applicabilità della sanzione paesaggistica soltanto agli immobili realizzati dopo l’apposizione del vincolo paesaggistico e quindi dopo il 1985.

L’appartamento realizzato prima del vincolo

“Richiamando i numerosi precedenti giurisprudenziali del Tar Palermo, – dicono gli avvocati – abbiamo sostenuto che l’appartamento in questione era stato realizzato prima del 1985 ovvero prima che la zona B della Valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 fosse sottoposta a vincolo paesaggistico”.

Lotta all’abusivismo a Carini

Oltre che nella Valle dei Templi di Agrigento, sono numerosi i Comuni siciliani dove i sindaci stanno perseguendo la lotta all’abusivismo edilizio. E’ il caso di Carini, in provincia di Palermo, dove sta continuando il lavoro di recupero della costa. A febbraio è partito il progetto di demolizione di altre sette case abusive sul lungomare Cristoforo Colombo. Lo ha annunciato proprio il sindaco, Giovì Monteleone.
“Ormai – ha detto il primo cittadino carinese – è quasi completata l’opera di sgombero della spiaggia che va dal torrente Milioti fino a quasi il Lido Azzurro, anche per quel che riguarda l’opera di eliminazione dello scarico diretto al mare che proveniva dalla pompa di sollevamento guasta di contrada Predicatore”.