Nella Valle dei Templi di Agrigento è iniziata la settima campagna di scavi nel Gymnasium, uno dei complessi monumentali più rilevanti dell’antica Akragas, tra le principali città greche della Sicilia.
Le ricerche, in programma fino al 28 marzo, coinvolgono un team internazionale di studiosi e studenti impegnati nello studio di uno dei luoghi chiave per la formazione fisica e culturale dei giovani nel mondo greco.
Il progetto è frutto della collaborazione tra il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, la Freie Universität Berlin e il Politecnico di Bari, un partenariato accademico che dal 2023 porta avanti un ampio programma di indagini archeologiche sul sito.
Le indagini stanno già fornendo nuovi elementi utili a ricostruire la storia urbana e sociale di Agrigento tra il II secolo a.C. e l’età augustea.
La missione scientifica è diretta dalla professoressa Monika Trümper e dal dottor Thomas Lappi dell’Istituto di Archeologia Classica della Freie Universität Berlin. Al progetto partecipano anche il professor Antonello Fino del Politecnico di Bari e l’archeologa del Parco Maria Concetta Parello, responsabile del coordinamento delle attività sul campo.
Nell’antichità il Gymnasium era uno spazio centrale nella vita delle città greche: qui i giovani cittadini si dedicavano all’allenamento atletico, all’educazione fisica e allo studio della retorica e della filosofia, pilastri della formazione civica e culturale.
La scoperta del Theatridion e le nuove piste di ricerca
La nuova campagna di scavi prende avvio dai risultati della missione precedente, che ha portato alla luce reperti di grande interesse scientifico. Tra le scoperte più rilevanti figura un auditorium coperto, il Theatridion, con una capienza stimata di circa 160 posti.
La struttura, caratterizzata da gradini in calcarenite, sarebbe stata utilizzata per lezioni e attività legate alla formazione retorica e culturale dei giovani che frequentavano il ginnasio. Il ritrovamento è particolarmente significativo perché conferma la presenza, all’interno del complesso sportivo, di spazi dedicati all’istruzione.
Accanto all’auditorium gli archeologi hanno individuato anche un ampio ambiente interpretato come spogliatoio (Apodyterion), tipico dei ginnasi del mondo greco. A rafforzare questa interpretazione è il rinvenimento di una iscrizione monumentale che documenta lavori di rifacimento del tetto dedicati a Hermes ed Ercole, divinità tradizionalmente associate alla gioventù, allo sport e alla formazione civica.
Il ginnasio di Agrigento rappresenta uno dei complessi di questo tipo più estesi del Mediterraneo occidentale e testimonia il ruolo centrale della città in età ellenistica. Secondo studi precedenti, la struttura potrebbe anticipare di circa due secoli edifici analoghi documentati in altre aree del mondo greco.
Gli obiettivi della nuova campagna di scavi
La missione archeologica attualmente in corso concentra le indagini nelle aree situate a nord della grande piscina monumentale del complesso. Gli studiosi ritengono che questi spazi possano appartenere alla Palaestra, l’area destinata agli allenamenti ginnici.
Le ricerche si sviluppano lungo tre principali linee di indagine. Il primo obiettivo riguarda la ricostruzione della planimetria e degli accessi degli ambienti sul lato occidentale. Gli archeologi puntano a capire come atleti e studenti si muovessero all’interno del ginnasio e come fossero organizzati i percorsi tra i diversi spazi.
Il secondo filone di studio riguarda il rapporto tra l’auditorium e le strutture idrauliche circostanti. L’intento è ricostruire il funzionamento del sistema, che alimentava la grande piscina, una delle infrastrutture più imponenti dell’intero complesso.
Il terzo obiettivo riguarda invece la relazione tra le diverse terrazze del sito. Attraverso sondaggi mirati a nord delle piste da corsa, gli archeologi cercheranno di ricostruire l’evoluzione urbanistica del ginnasio e le trasformazioni subite tra età ellenistica e periodo romano.
Nel cantiere opera un team multidisciplinare composto da archeologi, specialisti nel rilievo digitale e numerosi studenti provenienti da Berlino e Bari. Le tecnologie di documentazione digitale permettono di registrare ogni fase dello scavo e di elaborare ricostruzioni virtuali delle strutture rinvenute.
“I risultati delle precedenti campagne – commenta il direttore del Parco archeologico e paesaggistico Roberto Sciarratta – hanno già ampliato la conoscenza del contesto urbano di Agrigento, spostando l’attenzione dai templi agli edifici destinati al tempo libero e alla vita sociale. Questa nuova campagna conferma il grande interesse accademico che la Valle continua a suscitare e rafforza l’apertura internazionale della nostra istituzione nella tutela e valorizzazione del patrimonio”.
La Valle dei Templi, patrimonio mondiale UNESCO, conserva alcuni dei templi greci meglio preservati al mondo ed è tra i siti archeologici più importanti del Mediterraneo. Oltre ai celebri templi dorici, l’area comprende quartieri urbani, santuari, necropoli e infrastrutture che raccontano la lunga storia della città antica.
Le nuove indagini sul ginnasio contribuiscono ad ampliare la conoscenza della vita quotidiana ad Akragas, mostrando come accanto agli edifici religiosi esistesse una rete articolata di spazi dedicati all’educazione, allo sport e alla socialità.






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