A Montedoro, piccolo centro della provincia di Caltanissetta, è sorto un centro didattico per la promozione delle scienze. Il progetto è destinato agli studenti delle ultime classi degli istituti d’istruzione superiore. A realizzare il nuovo centro che promuove le discipline scientifiche è il Piano Nazionale Lauree Scientifiche Chimica, in coordinamento con il dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Catania, diretto da Roberto Purrello. Si tratta di un nuovo esempio, primo in Italia, di Ateneo attivo sul territorio.

Nella modernissima struttura messa a disposizione dal Comune di Montedoro situata presso i locali del locale istituto omnicomprensivo, i ragazzi potranno sperimentare un’attività tipica di un primo anno universitario dei corsi di laurea in Chimica, finanziata con risorse del Piano Nazionale Lauree Scientifiche Chimica, del dipartimento e del Comune di Montedoro.

Il nuovo centro didattico è stato inaugurato venerdì scorso, 31 maggio. I primi studenti ad essere ospitati sono stati venti ragazzi del quarto anno del Liceo scientifico “Ugo Foscolo” di Canicattì, che hanno inizialmente assistito a una presentazione teorica dell’argomento. Successivamente sono state illustrate le norme comportamentali per la sicurezza in laboratorio. L’ultima fase dell’attività ha riguardato il trattamento dei dati sperimentali raccolti e la loro interpretazione. Tutto è stato coordinato da due docenti del dipartimento di Scienze chimiche, la prof. Maria Elena Fragalà e il prof. Guido de Guidi (referente per il Piano Nazionale Lauree Scientifiche) con il supporto tecnico del sig. Santi Gatti e del dott. Guglielmo Finocchiaro.

Le attività del centro didattico, col prossimo anno scolastico, saranno svolte anche nell’arco di due giorni. “Questa iniziativa, costituisce il primo tassello di una “ludoteca scientifica” che si intende realizzare nei locali della scuola attualmente inutilizzati, con il pieno appoggio dell’Ateneo catanese. In tal modo – afferma il sindaco di Montedoro Renzo Bufalino – non solo si incrementerà l’offerta culturale di Montedoro, ma si eviterà l’abbandono del plesso scolastico, che potrà costituire un punto di riferimento per vaste zone del Nisseno e dell’Agrigentino.