“Nel profondo rispetto delle scelte personali di chi, a vario titolo, ha partecipato e partecipa al progetto di Libera, mi preme sottolineare due cose: Libera non è un partito politico, ma un movimento sociale e culturale dove vigono pluralismo e trasversalità, nel segno, però, di alcuni valori di fondo condivisi: quelli della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Vale a dire uguaglianza, giustizia sociale, pari dignità e diritti. Mi sembra che quanto oggi propugnato dalla Lega – e anche da altri partiti in Italia e in Europa – non abbia nulla a che vedere con quel grandioso orizzonte, come dimostrano anche le recenti polemiche in occasione del 25 aprile”. Lo scrive in una nota don Luigi Ciotti, a proposito del candidato sindaco di Gela Giuseppe Spata, esponente della Lega e militante di Libera, andato al ballottaggio.

“Da cristiano e da sacerdote mi preme commentare quanto detto da Spata quando, interrogato sulla compatibilità tra il suo passato ruolo in Libera e la candidatura nella Lega, risponde: ‘Che c’è di strano? Sono cattolico, difendo il crocefisso nelle scuole come Salvini’.

Io credo che non basti dirsi cattolici, ma che sia necessario vivere secondo lo spirito del Vangelo. L’attenzione per il Crocifisso non può distoglierci da quella per i tanti ‘crocifissi’ di oggi: i poveri, i giovani, i migranti, persone a cui un sistema ‘ingiusto alla radice’, come lo definisce Papa Francesco, ha tolto dignità e speranza. Altrimenti ci si serve della religione per fini di potere – uso purtroppo oggi molto diffuso – non troppo distante da quello truffaldino che ne fanno i mafiosi quando, esibendo la propria devozione, cercano di accreditarsi agli occhi della gente come persone perbene”.

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