Detenuto in fuga durante un esame diagnostico nel reparto di Radiologia dell’ospedale S. Elia di Caltanissetta e la Fials provinciale, per voce del segretario Gioacchino Zuppardo, chiede di tutelare la sicurezza dei lavoratori. “Indipendentemente dal grave e spiacevole episodio accaduto – dice Zuppardo – si vuole evidenziare l’increscioso stato di abbandono strutturale in cui versa la radiologia, che ne fa emergere rischi su diverse tipologie di agenti, ma prevalentemente in questo periodo di quello biologico per l’emergenza cov-19.

Zuppardo racconta che giovedì pomeriggio un detenuto, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria è giunto nel reparto di pronto soccorso in radiologia, per eseguire una tac dell’encefalo. Il paziente che apparentemente appariva sonnolento, subito dopo il posizionamento sul lettino tac, con un balzo si alzava e si è diretto nel bagno, chiudendosi all’interno. Accortosi, non essendo presenti finestre, di non avere vie d’uscita, ha attraversato la canaletta del controsoffitto, giunto nel cortile interno, dal quale sfondando una finestra è rientrato nella radiologia, per fuggire nuovamente in direzione degli spogliatoi del personale sanitario. A quel punto gli agenti hanno esplodo 2 colpi di arma da fuoco intimidatorie, e il pregiudicato attraverso una finestra degli spogliatoi accedeva ad un secondo cortile interno, nel quale è rimasto intrappolato.

Secondo Zuppardo “si è scongiurata una tragedia nella quale un operatore sanitario avrebbe potuto trovarsi lungo il percorso del fuggitivo. Nonostante l’imprevedibilità dell’episodio descritto, si vuole richiamare l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che deve essere assicurata dal datore di lavoro. In assenza di valide soluzioni organizzative e strutturali la Fials chiede che vengano attivate immediatamente le modalità di videosorveglianza per il controllo di tutte le porte di accesso della radiologia ed eventuale sostituzione della porta dell’ingresso principale con porta Rei, al fine di contenere il rischio di aggressioni agli operatori sanitari. Contestualmente si chiede in assenza di validi percorsi differenziati, paziente sospetto Covid-19 e non sospetto, di fornire i sufficienti dispositivi di protezione individuale al fine di scongiurare un contagio accidentale”.