E’ morto oggi pomeriggio il primo ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Covid-19 dell‘ospedale Sant’Elia. Si tratta di un autotrasportatore 52enne di Licata che era stato ricoverato il 15 marzo. Da allora non è mai stato stubato poiché le sue condizioni sono rimaste gravi.

E’ la sesta vittima per coronavirus, e anche la più giovane, che si registra all’ospedale Sant’Elia dall’inizio dell’emergenza. L’uomo che guidava mezzi pesanti, a quanto pare era stato al Nord poco prima di ammalarsi.

Intanto non si ferma l’epidemia in Sicilia. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 17.833.
Di questi sono risultati positivi 1.791 (+73 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.606 persone (+62).

Sono ricoverati 576 pazienti (+8 rispetto a ieri), di cui 73 in terapia intensiva (+1), mentre 1.030 (+54) sono in isolamento domiciliare, 92 guariti (+6) e 93 deceduti (+5).

S registrano altre vittime nella zona rossa di Villafrati così cime si registra anche la crescita del contagio nell’altra zona rossa, quella di Troina. Le cronache odierne raccontano anche del primo decesso carcerario che riguarda un boss detenuto. Sembra essere in fase di stabilizzazione, invece, la situazione nelle due restanti zone di contagio ovvero Salemi e Agira.

Catania resta la provincia con il maggior numero di contagi e a Messina la situazione adesso sembra in linea con quella delle altre due città metropolitane.

Problemi si registrano nell’esecuzione dei tamponi di fine quarantena per le persone rientrate da nord Italia e che responsabilmente sono rimaste in isolamento per 14 giorni. per poter lasciare la quarantena ‘stretta’ devo essere sottoposti a tampone ma scarseggiano i reagenti e si ritarda nell’esecuzione di queste analisi. una situazione che rischia di far saltare la pazienza a qualcuno.

Infine oggi il Presidente della Regione è tornato a chiamare tutti i prefetti dell’isola per chiedere controlli più stringenti dicendosi preoccupato perchè preoccupato dall’irresponsabilità di molti siciliani che non ce la fanno più ed avrebbero cominciato ad uscire non appena saputo che i provvedimenti sono stati prorogati