È protesta contro il nuovo ISEE (cioè il redditometro) varato dal governo Renzi. Stamani i rappresentati del Collettivo universitario  hanno manifestato sotto la sede catanese dell’Ersu per chiedere un tavolo tecnico che possa consentire l’apertura di un nuovo bando per le borse di studio.

Gli studenti hanno raccolto le firme di oltre mille universitari per reclamare i sussidi “scippati” dal governo e divenuti  inaccessibili almeno al 30% in meno degli aventi diritto.

“Con il nuovo ISEE – spiega Alessio Grancagnolo del Collettivo universitario catanese – c’è stato un calo vertiginoso delle domande agli Enti Regionali per le borse di studio, in quanto i limiti di reddito per presentarle sono rimasti gli stessi degli anni scorsi. Improvvisamente siamo diventati tutti più ricchi, senza saperlo”.

Il nuovo calcolo, infatti, ha tra le sue conseguenze il 25-30% in meno di richieste per ottenere le borse di studio, il mancato esonero dalla seconda e dalla terza rata universitaria e un rincaro dei pasti della mensa, collegati anch’essi al parametro ISEE.

Il tutto senza che la situazione economica degli studenti sia cambiata rispetto agli anni precedenti. Il cambiamento è dato invece dal fatto che, utilizzando l’IMU per calcolare il valore di una proprietà, questo aumenta del 60%.

Inoltre, a essere calcolati interamente saranno anche i redditi di eventuali fratelli e sorelle, prima considerati solo per il 50%; dulcis in fundo, anche le borse di studio vinte dagli studenti negli anni precedenti saranno considerate come reddito, inibendo ulteriormente l’accesso all’idoneità.

Con la petizione, spiega ancora Alessio Grancagnolo, “ noi studenti dell’Università di Catania chiediamo al Presidente dell’Ersu di aprire un tavolo tecnico con gli studenti prendendo esempio da esperienze positive che sono state sperimentate in altre parti d’Italia, come in Toscana dove, a seguito di un tavolo tecnico tra gli studenti, la Regione e l’Ente Regionale per il diritto allo studio, è stato emanato un bando per le “borse dei servizi” che di fatto vanno a coprire con delle borse di studio una parte di coloro che sono rimasti esclusi con il nuovo ISEE”.

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