Resta in stato di arresto per omicidio aggravato nel reparto di Medicina penitenziaria dell’ospedale Cannizzaro di Catania Filippo Asero, il 47enne che lo scorso 8 settembre a Bronte accusato dell’omicidio con almeno quaranta coltellate della moglie, Ada Rotini, di 46 anni, il giorno della prima udienza per la loro separazione.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip di Catania su richiesta della locale procura e notificato dai carabinieri che indagano sul caso.

Nel dicembre 2020 la donna si era rivolta ai carabinieri

Dalle indagini è emerso che nel dicembre del 2020, cinque mesi dopo il matrimonio, la donna si era rivolta ai carabinieri di Maletto per segnalare il desiderio di interrompere il rapporto alla luce di riferiti comportamenti violenti tenuti dall’uomo, descritto come autoritario e possessivo.

La moglie non voleva sporgere denuncia

La Rotini spiegava di non volere presentare una denuncia, che anzi si rifiutava categoricamente di formalizzare nei confronti del marito, ma di volere evitare una eventuale esposto del coniuge per abbandono del tetto coniugale.

La donna e la figlia minorenne erano state assegnate dalla polizia giudiziaria in una struttura protetta, abbandonata volontariamente dalla donna dopo pochi giorni per recarsi presso l’abitazione dei genitori nel siracusano, d’intesa con la procura che aveva avviato tempestivamente un’attività di indagine.

Nel gennaio scorso aveva deciso la riappacificazione col marito

I primi giorni del gennaio 2021 la Rotini, inizialmente intenzionata a chiedere la separazione, aveva deciso di riappacificarsi con il coniuge, ritornando a vivere con l’Asero.

A giugno, però, la decisione di separarsi

Ma lo scorso giugno la donna ha deciso di interrompere la relazione e di avviare le procedure di separazione, tornando dai genitori a Noto.

Lo scorso 1 settembre la vittima aveva intrapreso l’attività di badante a Maletto, proprio nei confronti del novantenne al quale, la mattina dell’omicidio, aveva chiesto di essere accompagnata al municipio di Bronte per l’udienza di separazione, salvo poi decidere di recarsi, anche con la sorella e senza preavvisare gli inquirenti come invece aveva fatto in altra circostanza, in casa del marito per ritirare i propri effetti personali.

L’aggressione e l’omicidio

L’aggressione è cominciata quando la donna è andata via: il marito l’ha colpita prima mentre era in auto, con diversi fendenti sferrati dal finestrino, per poi continuare ad infierire su di lei dopo averla trascinata fuori dal veicolo. L’anziano, seduto al posto di guida, nonostante l’età avanzata era immediatamente accorso in aiuto della donna venendo però anch’egli attinto da una coltellata al braccio destro. Il primo a intervenire è stato un carabiniere libero dal servizio che ha visto Asero tentare il suicidio colpendosi all’addome col coltello.

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