Eseguiva vere e proprie consegne a domicilio mettendo a rischio anche l’incolumità delle sue bambine. È l’uomo, di cui non sono state ancora rese le generalità, che ha portato alla scoperta di un deposito di fuochi d’artificio e botti di Capodanno illegali in un garage di San Leone, a Catania.

L’uomo, per non destare sospetto alle forze dell’ordine, effettuava le consegne di ‘botti’ ai propri clienti con la propria autovettura mettendo in pericolo l’incolumità delle sue figlie. L’uomo però non sapeva di essere seguito e ha portato alla scoperta del deposito clandestino da parte della guardia di finanza di Catania che ha sequestrato oltre 100 ‘cipolle’ e altri artifici pirotecnici irregolari per complessivi 48 chilogrammi.

Le Fiamme gialle hanno sequestrato il materiale pirotecnico e denunciato il responsabile alla Procura per commercio abusivo ed omessa denuncia della detenzione di materie esplodenti.  Sotto sequestro sono finiti oltre 100 botti clandestini definiti manufatti esplosivi artigianali illegali del tipo “cipolle” e altri artifici pirotecnici irregolari per un totale di 48 chili. I prodotti esplosivi erano accatastati dentro il garage che era anche sprovvisto di impianto antincendio e caratterizzato dalla presenza di possibili fonti di innesco, costituivano un potenziale pericolo per l’incolumità delle famiglie che vivono nell’edificio privato.

Grazie anche all’attività di “consegna a domicilio” dei botti i i Finanzieri della Compagnia di Catania sono riusciti a scoprire il deposito abusivo all’interno del quale si trovavano gli scatoloni colmi di botti pronti per essere venduti in occasione di Capodanno. I militari hanno sequestrato tutto il materiale pirotecnico e denunciato il responsabile alla Procura per commercio abusivo ed omessa denuncia della detenzione di materie esplodenti.

Si tratta del primo intervento noto di questo genere in Sicilia con l’avvicinarsi del periodo delle feste ed in particolare del capodanno quando questi ‘botti’ vengono fatti esplodere un po’ in tutta Italia con grandi rischi e con un vero e proprio ‘bollettino di guerra’ che ogni anno fa registrare vittime e feriti gravi a tutte le latitudini e senza differenze di età e ceto sociale nonostante tutti gli anni scattino operazioni e sequestri, vengano lanciati allarmi e spiegati i rischi tanto nelle scuole quanto sui media.