Federnoleggio Sicilia il 3 giugno sarà in piazza a Catania per aderire alla manifestazione nazionale indetta dal settore bus turistici e noleggio auto con conducente.

La manifestazione è indetta per “sollecitare il Governo nazionale a prendere provvedimenti che possano consentire alle aziende del settore di superare indenni questo 2020 perché la mancanza del turismo, soprattutto straniero, metterà a rischio chiusura migliaia di imprese. Si chiede di poter ripartire prima possibile aprendo le frontiere e consentendo in sicurezza di far viaggiare le persone. Solo con il lavoro, il settore potrà rimettersi in moto. È inoltre importante che il Ministero dei Trasporti ascolti le associazioni di categoria prima di prendere decisioni senza utilità per il settore”.

Un tema caldo questo che si scontra tra le ragioni della salute e quelle economiche. La ricerca di un compromesso è difficile e la Sicilia vorrebbe tutelarsi attraverso lo strumento di una sorta di patente anti contagio.
Una patente di ‘non infetto’ rilasciata attraverso un test rapido all’ingresso in Sicilia oppure attraverso una certificazione di aver eseguito il test prima di partire.

Una patente anti contagio che rischia di far esplodere uno scontro fra Stato e Regione quando mancano meno di dieci giorni alla riapertura delle frontiere nazionali (e regionali se così si possono definire).

Lo scontro avviene su più fronti. Da un lato c’è lo scontro normativo visto che lo Stato ha la titolarità esclusiva per Costituzione sulla libera circolazione e sui protocolli sanitari anti contagio. Insomma alle Regione, tutte anche quelle a Statuto Speciale, non è consentito impedire la libera circolazione delle persone e delle merci quando questa sia consentita dallo Stato. E sulle misure di profilassi internazionale, anche quelle, la competenza è statale. Dunque sul fronte normativo non sembrano esserci dubbi sulla competenza anche se la Sicilia potrebbe tentare di forzare le norme e approvare una legge regionale in forza del proprio Statuto e resistere ad ogni opposizione sia essa davanti al tar che davanti alla Corte Costituzionale e nel frattempo farla applicare. ma sarebbe una forzatura con profili di responsabilità personale del presidente che la promulga.